
AI made in Italy, un mercato da oltre 4 mld
AI made in Italy, un mercato da oltre 4 mld – Milano, 18 lug – (PPN ADI) – Secondo uno studio realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, l’AI made in Italy vale 4,1 mld di euro di ricavi totali, un mercato supportato da una forza lavoro specializzata di 22.740 dipendenti. La formula italiana vince soprattutto per redditività: il ricavo medio per singola soluzione AI si attesta infatti su 69,1mln di euro, con un rendimento medio per addetto pari a 179.000 euro.
A livello di ricavi, è il Piemonte a trainare l’ecosistema economico che ruota attorno all’intelligenza artificiale, mentre la Lombardia vince per innovazione. Dal punto di vista geografico, la creazione di valore su larga scala resta infatti ancora strutturalmente concentrata attorno a pochi hub dominanti, con una netta scissione tra i territori che generano i maggiori volumi finanziari e quelli che registrano la più alta densità di innovazione software.
Il Piemonte guida la classifica economica nazionale raccogliendo 2,29 mld di euro di ricavi, una cifra che da sola rappresenta il 55,7% dell’intero giro d’affari del Paese, pur essendo concentrata su appena tre soluzioni.
La Lombardia si posiziona al secondo posto per ricavi totali, con 1,02 mld di euro (24,9% del totale), ma si conferma il vero e proprio laboratorio d’Italia e il cuore pulsante dello sviluppo, dominando nettamente il panorama tecnologico con ben 29 soluzioni AI attive sul territorio. Al terzo posto si attesta la Toscana, che registra 705 mln di euro di ricavi, corrispondenti al 18,2% del totale, sostenuti da sei soluzioni software dedicate. Molto distanti tutte le altre regioni.
Per quanto riguarda la paternità delle soluzioni AI, dietro la Lombardia si posizionano l’Emilia Romagna con 9 soluzioni, la Campania (8), il Veneto (7) e il Lazio (6).
Dal punto di vista della performance finanziaria, invece, troviamo la Campania a 15,6 mln di euro (0,4%), il Lazio a 12,1 mln (0,3%), le Marche a 11,2 mln (0,3%) e l’Emilia Romagna a 6,7 mln (0,2%).
I volumi più ridotti si registrano in Veneto con 2 mln di euro, in Friuli Venezia Giulia con 1,3 mln e in Puglia con 0,2 mln.