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Assocostieri, Russo (Conftrasporto) : “Non contestiamo riforma portuale, ma evitare interventi con strumenti sbagliati”
25 Giugno 2026

Assocostieri, Russo (Conftrasporto) : “Non contestiamo riforma portuale, ma evitare interventi con strumenti sbagliati”

Assocostieri, Russo (Conftrasporto) : “Non contestiamo riforma portuale, ma evitare interventi con strumenti sbagliati” – Roma, 25 giugno 2026 – (PPN ADI) – “L’approccio che noi abbiamo è sempre stato della neutralità tecnologica. La necessità che ci siano diverse opzioni sul tavolo e che ci siano delle scelte sull’utilizzo dell’energia da utilizzare che siano coerenti con quelle che sono le opzioni tecnologiche e distributive. Si è deciso di andare verso una regolamentazione pesante e penalizzante per tutto il sistema della logistica e dei trasporti e i risultati li abbiamo riportati tramite uno studio che Confcommercio ha fatto insieme al CER (Centro Europa Ricerche), che ha dimostrato qual è il danno che il nostro sistema sta pagando per l’applicazione dell’LTS senza nessun risultato dal punto di vista ambientale” così Pasquale Russo, vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto durante l’assemblea annuale di Assocostieri “Logistica energetica, bussola verso nuovi Orizzonti?” in corso a Roma.

“A proposito della neutralità tecnologica, si può fare qualcosa da subito che vada nella direzione di una riduzione delle emissioni in maniera molto netta, ovvero il bio GNL -biocarburante rinnovabile ottenuto dalla purificazione e liquefazione di biogas derivante da scarti organici, agricoli o reflui – Noi abbiamo stabilito per il 2027 un fondo di svariate di centinaia di milioni per il cambio di veicoli industriali. C’è una quota per incentivi per il ricambio parco veicolare” ha aggiunto.

“Stiamo osservando e valutando il disegno di legge della riforma portuale, siamo molto scettici e preoccupati della cornice nella quale si sta muovendo la riforma portuale – ha spiegato – E non perché non siamo convinti e d’accordo sull’idea di fondo della riforma, che è quella di una semplificazione dell’accentramento delle competenze e programmazione di tutto quello che riguarda le autorità portuali. Ma se si pensa di intervenire con una riforma che rischia di andare in rotta di collisione con competenze previste dall’art. 117 della costituzione che assegna competenze concorrenti alla regione, per esempio sul demanio, e si immagina che la Porti d’Italia SPA possa fare varianti di progetto saltando il demanio di una competenza regionale, si rischia di incappare in un ricorso da parte della regione. Non contestiamo l’obiettivo di semplificazione, ma bisogna evitare di intervenire con strumenti sbagliati” ha concluso Russo.

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