
Capomolla (Ansfisa), il 94% dei comuni italiani è soggetto a dissesto idrogeologico
Capomolla (Ansfisa), il 94% dei comuni italiani è soggetto a dissesto idrogeologico – Trento, 19 giugno 2026 – (PPN ADI) – È stato presentato anche a Trento il “Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto”, elaborato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa).
“Il dissesto idrogeologico rappresenta una minaccia costante per la quasi totalità del territorio nazionale. Circa il 94% dei comuni italiani sono soggetti a fenomeni di dissesto idrogeologico. Dal Libro Bianco emergono proposte migliorative per una gestione efficace del rischio” ha precisato Domenico Capomolla, direttore di Ansfisa, che controlla 840.000 chilometri di strade e di autostrade, 18.500 chilometri di ferrovie e oltre 9.000 impianti fissi.
Il volume, elaborato per favorire una maggiore integrazione tra pianificazione territoriale, monitoraggio delle infrastrutture e gestione del rischio, raccoglie analisi, dati, contributi tecnici e proposte operative finalizzate a rafforzare la capacità di prevenzione e di intervento lungo le reti stradali, autostradali e ferroviarie, esposte agli effetti di fenomeni naturali sempre più frequenti e intensi. Alla tappa trentina, l’incontro ha riunito i vertici dei ministeri competenti, degli enti locali e del comparto tecnico-scientifico per analizzare i dati sulla resilienza delle reti stradali, autostradali e ferroviarie italiane.
Capomolla ha sottolineato il valore delle manutenzioni ordinarie, osservando che si tratta di un modello organizzativo “che per tante ragioni negli ultimi vent’anni è stato abbandonato e fortemente depotenziato”, mentre in Trentino Alto Adige resiste ancora. T
Il documento nasce da un percorso avviato nei mesi scorsi insieme a RemTech Expo, con tappe già toccate a Reggio Calabria, Bologna e Roma, in un ciclo di incontri regionali pensato per consolidare una cultura della prevenzione che sia al contempo tecnica, rigorosa e capillare. Come ribadito più volte dal direttore, l’Agenzia non programma né gestisce direttamente gli interventi, ma segnala ai gestori le soluzioni o le eventuali criticità riscontrate, senza sostituirsi ai responsabili primari della sicurezza delle infrastrutture.