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Carburanti, Marsiglia (Federpetroli): “Con riapertura Hormuz prezzi potranno scendere anche di 30 centesimi”
19 Giugno 2026

Carburanti, Marsiglia (Federpetroli): “Con riapertura Hormuz prezzi potranno scendere anche di 30 centesimi”

Carburanti, Marsiglia (Federpetroli): “Con riapertura Hormuz prezzi potranno scendere anche di 30 centesimi – Milano, 19 giugno 2026 (PPN ADI) – “Quasi ogni giorno, da dieci giorni a questa parte, gasolio e benzina super sono in costante calo, il primo attorno a 1,919 euro per litro, la super a 1,809 – dice all’Adnkronos il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia – Con l’apertura dello Stretto di Hormuz e un flusso stabile di petroliere in transito, penso che i prezzi potranno diminuire ancora di 20 o 30 centesimi senza alcun problema”. Federpetroli resta scettica sui quattordici punti del deal: in particolare la richiesta della totale rimozione delle sanzioni all’Iran.

Se venisse concessa, tutti i paesi potranno acquistare greggio dal paese. In questo modo l’Iran “diventerà uno dei paesi dell’Opec con la più alta produzione petrolifera, si redistribuiranno le quote di mercato e l’approvvigionamento petrolifero del Medioriente”.

“Hormuz diventerà ancora più fondamentale. L’Iran ha avuto la produzione rimasta bloccata per quasi 20 anni, nonostante vendesse alla Cina” sottolinea Marsiglia. Durante i giorni del conflitto sono state colpite anche le infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, provocando gravi danni agli impianti. I pasdaran hanno sotto bersaglio anche Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita: “Prima di uno o due anni non recupereremo l’operatività ottimale che c’era prima della guerra, e sono stati colpiti impianti di raffinazione e non pozzi petroliferi” fa notare Marsiglia.

“Se questi fondi provenissero dai soli Stati Uniti significherebbe che le aziende italiane ed europee non potranno partecipare a queste gare. Siamo in attesa della ricostruzione, ma ci sarà spazio per tutti o solo per le imprese americane? Si rischia un blocco degli investimenti” spiega all’Adnkronos Marsiglia, parlando di un ulteriore punto dell’accordo che lascia perplessi: la creazione di un fondo privato da 300 miliardi per stimolare la ricostruzione del paese. Aggiunge poi: “Siamo dell’opinione che l’accordo andasse fatto interpellando il governo israeliano”. Se dovessero proseguire i raid in Libano “il problema non verrebbe risolto” perché l’accordo “è legato al comportamento bellico di Israele nel Medioriente”.

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