Caro carburanti, 1,1 miliardi in più al mese secondo l’Ufficio Studi CGIA
Caro carburanti, 1,1 mld in più al mese secondo l’Ufficio Studi CGIA – Venezia, 8 luglio – (PPN ADI) – A parità di consumi rispetto al 2025, nel 2026 il caro carburanti rischia di pesare sulle tasche degli italiani per oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, pari a 13,6 miliardi di euro nell’intero anno. Un aggravio
economico di dimensioni rilevanti, che potrebbe mettere seriamente a rischio i bilanci di molte famiglie e la competitività di un numero altrettanto elevato di imprese. Si tratta di rincari molto pesanti che, secondo l’Ufficio studi della CGIA, le misure adottate dal Governo non sono finora riuscite a compensare.
Pur avendo stanziato oltre 2,35 miliardi di euro1 per contenere il prezzo alla pompa di benzina e gasolio, l’impatto degli aumenti continua infatti a essere di gran lunga superiore. In linea puramente teorica, i 2,35
mld di tagli alle accise introdotti finora per il 2026 hanno sterilizzato gli aumenti di soli 2 mesi su 12. Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente attorno ai 2 e ai 2,10 euro al litro — con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio
del conflitto nel Golfo Persico, del +19,3 cento per la verde e del +21,5 per cento per il gasolio – l’Ufficio studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento. Un aggravio che su base mensile si aggira attorno a 1,1 miliardi di euro. Da quando è scoppiato il conflitto tra Stati Uniti e Iran, il governo ha messo in campo risorse per oltre 7,3 miliardi di euro a favore di cittadini e aziende: 5 miliardi destinati a
contenere l’aumento delle bollette di energia elettrica e gas, 2,3 miliardi per ridurre le accise sui carburanti. Si tratta di una somma rilevante, che tuttavia riuscirebbe a compensare poco più di un quarto dei 29 miliardi di maggiori costi previsti per fronteggiare i rincari dei carburanti, del gas e dell’energia elettrica, secondo quanto stimato dall’Ufficio studi della CGIA. Il Governo sembra pronto a investire
altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ma si tratta di una operazione
possibile solo se il Consiglio Europeo concederà la clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit/Pil senza incorrere in procedure di infrazione.