
Confindustria, congiuntura flash: il terzo trimestre inizia in salita per le imprese italiane
Confindustria, congiuntura flash: il terzo trimestre inizia in salita per le imprese italiane – Roma, 24 luglio (PPN ADI) L’economia italiana frena, secondo quanto pubblicato dal Centro Studi di Confindustria. Gli impatti della guerra in Irana, dopo aver frenato il PIL italiano nel secondo trimestre, si allungano ora anche sul terzo. L’industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano e i servizi, pur stabilizzandosi grazie al rapido recupero del turismo estero, non crescono.
I prezzi di petrolio e gas sono in salita a causa della nuova escalation militare tra USA e Iran: sebbene ancora sotto il picco di maggio quando ha toccato il 104 euro a barile, il prezzo del Brent ha ripreso a salire (91 dollari al barile il 21 luglio), dopo la significativa discesa a giugno (72 euro). Anche il prezzo del gas, che non si è mai sceso riavvicinato ai livelli di febbraio (33 euro/Mwh in media), ha virato nuovamente al rialzo (60 euro).
Nonostante l’aumento finora moderato dei tassi (3,67% a maggio rispetto al 3,33% di febbraio), i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo), ma sono alimentati più dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, che per gli investimenti. A maggio la crescita della produzione di beni strumentali si è fermata e le previsioni di spesa in investimenti nel secondo trimestre sono calate.
E’ prevista una frenata nei consumi. Se nel primo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie era cresciuto (+0,8%) alimentando la domanda, nel secondo il reddito ha visto una nuova frenata causata di prezzi e da un leggero calo degli occupati nel mese di maggio. Il volume delle vendite al dettaglio è salito molto poco e, a giugno, c’è stato un nuovo calo degli acquisti di auto (-1,5%).
I dati Istat mostrano un brusco aumento dell’inflazione (+3,2% a maggio, +1,0% a gennaio), dovuto allo shock sui prezzi petroliferi innescato dalla guerra nel Golfo Persico che ha causato forti limitazioni ai transiti di navi nello stretto di Hormuz. L’intera Eurozona del resto è stata toccata dallo stesso picco nel mese di maggio. Secondo le stime della BCE, Il balzo nell’inflazione potrebbe dimostrarsi temporaneo: l’apice in Europa si avrebbe quest’anno (+3,0% in media, +3,4% nel 4° trimestre), mentre nel prossimo ci sarebbe un calo (+2,3% e +1,9%). Uno scenario simile è disegnato anche dalla Commissione UE. Molto dipenderà dagli sviluppi su prezzo del petrolio e dalla situzione a Hormuz (a luglio lo stretto è di nuovo quasi chiuso).