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Confindustria, economia in stallo nel secondo trimestre ma atteso miglioramento dal terzo
26 Giugno 2026

Confindustria, economia in stallo nel secondo trimestre ma atteso miglioramento dal terzo

Confindustria, economia in stallo nel secondo trimestre ma atteso miglioramento dal terzo – Roma, 26 giugno 2026 – (PPN ADI) – Il secondo trimestre 2026 sconta gli effetti della guerra nel Golfo, mentre dal terzo è atteso un miglioramento. È il quadro tracciato da Confindustria nella Congiuntura flash di giugno, che evidenzia un contesto segnato da incertezze geopolitiche, pressioni inflazionistiche e frenata dei consumi, con l’industria che regge e gli investimenti sostenuti dal PNRR.

Sul fronte energetico e geopolitico, l’accordo per porre fine alla guerra in Iran resta avvolto da incertezze e i transiti di navi attraverso Hormuz rimangono limitati. Il prezzo del petrolio è tornato quasi sui livelli pre-guerra, ma l’inflazione si mantiene elevata. In Italia ha raggiunto il +3,2% a maggio, stesso valore dell’Eurozona, trainata dai prezzi energetici saliti dell’11,9% su base annua. Anche i prezzi core sono tornati a crescere, attestandosi al +2,0%. La BCE ha rialzato i tassi ufficiali a metà giugno portandoli al 2,25%, con i mercati che si aspettano un ulteriore incremento di 25 punti base entro fine anno.

“Le risorse del PNRR ancora per qualche trimestre favoriranno gli investimenti – conferma Confindustria – ma sono peggiorate le condizioni per investire e quindi si sono ridotte le attese di crescita: l’aumento dei tassi sul credito frenerà il flusso di finanziamenti, anche per investimenti; inoltre, a giugno la fiducia delle imprese di beni strumentali risale poco e resta bassa”.

Segnali di frenata emergono dai consumi. Ad aprile le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,3% in volume, sia nella componente alimentare che in quella non alimentare, mentre a maggio gli acquisti di auto sono in flessione. L’occupazione continua a crescere ma i redditi delle famiglie restano penalizzati dall’aumento dei prezzi.

L’industria nel frattempo tiene. Ad aprile la produzione industriale è cresciuta dello 0,5%, sostenuta dai beni strumentali (+1%) e dai beni intermedi (+0,8%), con una crescita acquisita nel secondo trimestre pari a +1%. A maggio il PMI manifatturiero si è rafforzato in area espansiva a 52,9, segnalando un lieve miglioramento della domanda, parzialmente alimentato dall’accumulo precauzionale di scorte.

La guerra nel Golfo ha frenato il turismo internazionale: la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha registrato un calo del 3,2% tendenziale ad aprile a prezzi correnti, dopo il +14,7% di febbraio. Il settore dei servizi mostra una moderata flessione, con il PMI a 49,4 a maggio. L’export di beni segna un -2,8% ad aprile, con dinamiche eterogenee per mercato di destinazione: positive negli Stati Uniti, in miglioramento in Francia e Germania, robuste in Svizzera e Cina, in contrazione in Medio Oriente, Turchia e Spagna. A livello settoriale trainano i prodotti in metallo e risalgono le auto, mentre restano deboli tessile-abbigliamento e mobili.

Lo scenario internazionale, tra dazi e conflitto nel Golfo, resta il principale fattore di incertezza sulle prospettive di crescita.

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