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23 Ottobre 2026

Data center, IDA accoglie con cauto ottimismo le nuove regole lombarde e chiede un quadro nazionale. In gioco 36,9 miliardi

Data center, IDA accoglie con cauto ottimismo le nuove regole lombarde e chiede un quadro nazionale. In gioco 36,9 miliardi – Milano, 23 ottobre 2026 – (PPN ADI) Un potenziale di 36,9 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture e circa 26mila occupati a tempo pieno in Italia tra il 2026 e il 2036. È la stima sui data center dell’Italian Datacenter Association (IDA), che guarda con “cauto ottimismo” alle modifiche alla legge lombarda sul settore approvate ieri dalla Giunta regionale, ma chiede regole certe su requisiti, procedure e tempi. “Le imprese non chiedono meno controlli né deroghe alle tutele ambientali: chiedono di sapere con precisione quali requisiti rispettare, quali procedure seguire e quali tempi attendersi”, spiega l’associazione, per cui la mancanza di certezza normativa resta il principale ostacolo.

Per IDA alcune novità possono rafforzare principi già alla base della progettazione, ma non è vero che finora sia mancata attenzione al territorio: “Molte delle esigenze richiamate nel dibattito erano già affrontabili nell’ambito degli strumenti normativi esistenti”. Sul consumo di suolo l’associazione ricorda che l’80% delle superfici dei progetti analizzati a livello nazionale riguarda aree già urbanizzate o dismesse da recuperare e riqualificare, mentre per l’acqua gli impianti di raffreddamento più moderni usano circuiti chiusi, sistemi a secco e soluzioni ibride per consumarne meno. Perché i progetti si traducano in investimenti reali servono però le giuste condizioni, e per questo IDA chiede che al confronto con la Regione si aggiunga un intervento del governo per “definire un quadro nazionale chiaro e coordinato”, capace di dare certezze a investitori e amministrazioni locali tenendo conto delle caratteristiche dei territori.

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