
Energia, il caldo estremo in Europa mette a rischio le infrastrutture
Energia, il caldo estremo in Europa mette a rischio le infrastrutture – Roma, 7 agosto – (PPN ADI) – Il caldo estremo e la siccità stanno mettendo a rischio il sistema energetico in Europa. Le raffinerie perdono efficienza nel raffreddamento, il livello basso dei fiumi riduce la produzione di energia nucleare, la produzione idroelettrica è in calo e il trasporto di carburante via terra diventa più costoso.Una recente analisi del gruppo World Weather Attribution avverte che i cambiamenti climatici di origine antropica hanno aumentato sostanzialmente la probabilità di eventi meteorologici estremi, con condizioni di caldo e siccità in tutta Europa che stanno intensificando la pressione su un mercato già alle prese con le interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio dovute al conflitto in corso in Medio Oriente.Nonostante ogni singolo effetto possa essere relativamente piccolo, la combinazione sta amplificando la pressione sui margini delle raffinerie e sui differenziali di prezzo del diesel durante i mesi estivi. La raffinazione del petrolio non è l’unico settore energetico a risentire negativamente della crisi climatica europea. Anche i livelli dei fiumi che hanno raggiunto minimi storici, costringono a ridurre la produzione di energia nucleare. In Ungheria, ad esempio, la produzione della centrale nucleare Paks – che fornisce metà dell’elettricità del Paese – è scesa da 2.000 MW a 240 MW. Come spiega Oilprice, tre delle quattro turbine sono state sistematicamente spente, e il premier ungherese Peter Magyar ha avvertito che una chiusura completa è imminente, se il livello del fiume dovesse scendere ulteriormente, il che rappresenterebbe il primo arresto totale nella storia di 44 anni
dell’impianto.