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19 Ottobre 2026

Farmaceutica in Puglia, 800 milioni di export e oltre 1.700 addetti. Cattani chiede di ridurre il payback

Farmaceutica in Puglia, 800 milioni di export e oltre 1.700 addetti. Cattani chiede di ridurre il payback – Canosa di Puglia, 19 ottobre 2026 – (PPN ADI) Ottocento milioni di euro di esportazioni nel 2025, il 10% di tutto l’export regionale e il 55% di quello ad alta tecnologia, e più di 1.700 addetti tra diretti e indotto. Sono i numeri della farmaceutica pugliese, presentati da Farmindustria nello stabilimento Farmalabor di Canosa di Puglia durante l’incontro “Innovazione e produzione di valore. Industria farmaceutica in Italia, una leadership da difendere nel Mezzogiorno”. Il comparto è il primo in regione per valore aggiunto per addetto tra quelli a medio alta tecnologia, Bari è tra le prime 15 province esportatrici italiane con oltre 740 milioni e Brindisi tra le prime 30 per peso dell’occupazione farmaceutica sul manifatturiero.

Farmalabor, azienda a capitale italiano che festeggia 25 anni, ha chiuso il 2025 con circa 19,5 milioni di fatturato, 120 dipendenti e il 53% di donne. L’evento, tappa di un percorso avviato da Farmindustria oltre 12 anni fa nelle regioni italiane, è stato aperto dal sindaco Vito Malcangio, dal presidente e amministratore delegato di Farmalabor Sergio Fontana, dal presidente di Confindustria Puglia Nicola Delle Donne e dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Sono intervenuti tra gli altri la sottosegretaria al MIMIT Fausta Bergamotto, il presidente della Regione Antonio Decaro e il vicepresidente della commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo Francesco Ventola, mentre le conclusioni sono state affidate al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

“La Puglia”, ha detto il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, “rappresenta una realtà di grande valore per l’industria farmaceutica in Italia, con competenze, capacità produttive ed export che concorrono alla leadership della nostra Nazione”. Nel Mezzogiorno la farmaceutica è nel 2025 il primo settore per esportazioni, più che triplicate tra il 2020 e il 2025 da 3,4 a 11 miliardi, il 18,4% del manifatturiero. “Ma questa leadership”, ha avvertito, “non può essere data per acquisita”, tra la crescita della Cina in ricerca e trial clinici e la politica statunitense della Most Favored Nation che rischia di spostare oltreoceano investimenti. Per Cattani serve ridurre progressivamente il payback farmaceutico, riportandolo al valore del 2023 per poi eliminarlo, e introdurre un sistema di early access efficace, perché “ogni ritardo fa perdere investimenti, competenze e ricerca”.

A livello nazionale la farmaceutica nel 2025 ha prodotto 74 miliardi, di cui 69,2 esportati, è il primo settore del made in Italy per surplus commerciale con il 29% del saldo manifatturiero, investe ogni anno 4,4 miliardi tra produzione e ricerca e conta 72.200 addetti, il 10% in più rispetto al 2019, che superano i 300mila con l’indotto. Negli ultimi dieci anni l’intensità delle emissioni climalteranti del settore è calata del 37%.

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