
Finanza, Eurispes: “Tra 2005 e 2004 attività finanziarie famiglie italiane da 3889 a 6013 mld”
Finanza, Eurispes: “Tra 2005 e 2004 attività finanziarie famiglie italiane da 3889 a 6013 mld” – Roma, 26 giugno 2026 – (PPN ADI) – Il sistema produttivo italiano sta completando una trasformazione storica: da un modello centrato sul credito bancario a un’architettura finanziaria multilivello capace di attrarre capitali globali e sostenere l’innovazione. È quanto emerge dall’analisi sull’evoluzione dell’industria e della finanza nel nostro Paese contenuta nella ricerca realizzata dalla Fondazione Eurispes dal titolo “Fondi finanziari e industria italiana: tra crescita, destrutturazione e sostenibilità”, che evidenzia una crescita importante della componente finanziaria sia per le famiglie sia per le imprese.
Tra il 2005 e il 2024, le attività finanziarie delle famiglie italiane sono passate da 3.889 a oltre 6.013 miliardi di euro. Le attività finanziarie detenute dalle imprese sono 2.612 miliardi di euro (+70% rispetto al 2005), segno di una gestione del capitale sempre più orientata alla diversificazione dei rischi e ai rendimenti di mercato.
Gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) hanno raggiunto nel 2024 quota 476,8 miliardi di euro, con un incremento superiore al 50% in meno di un decennio. Il mercato del Private Equity nel 2025 si consolida con una netta prevalenza delle operazioni di buy out (82%) e una forte apertura internazionale: gli investitori esteri rappresentano ormai il 59% dell’attività complessiva.
Il Venture Capital ha superato nel 2025 i 2,2 miliardi di euro di investimenti complessivi (includendo le startup fondate da italiani all’estero), con il comparto ICT che assorbe il 40% delle risorse e un crescente interesse per le Life Sciences e l’energia.
Dal rapporto emerge anche che questa trasformazione sta introducendo nuove vulnerabilità causate da diversi fattori: dalla tensione tra logiche finanziarie e strategie industriali di lungo periodo ai rischi macro-finanziari connessi alla leva e alla pro-ciclicità dei flussi di capitale, passando per la concentrazione del potere di mercato nei grandi gestori patrimoniali.