Friuli, il COSEF approva un piano industriale da oltre 63 milioni di euro per il triennio 2027-2029
Friuli, il COSEF approva un piano industriale da oltre 63 milioni di euro per il triennio 2027-2029 – Roma, 1° ottobre 2026 – (PPN ADI) Investimenti per 63,07 milioni di euro in opere di urbanizzazione e infrastrutturazione. È quanto prevede il piano industriale 2027-2029 del COSEF, il Consorzio per lo sviluppo economico del Friuli, approvato all’unanimità dall’assemblea consortile mercoledì 30 settembre e illustrato ai soci dal presidente Marco Bruseschi e dal direttore Roberto Tomè. Le risorse saranno distribuite in 30,4 milioni nel 2027, 18,3 milioni nel 2028 e 14,2 milioni nel 2029. Il COSEF è il principale consorzio industriale della regione, con 7 zone su oltre 22 milioni di metri quadrati, più di 500 imprese insediate e oltre 13.100 addetti.
“Ogni area sarà debitamente attenzionata e potenziata. Tra gli interventi più significativi previsti per il prossimo triennio spiccano il completamento dei lavori del centro direzionale a servizio della ZIU, un nuovo scalo ferroviario locale, con viabilità di servizio, sempre nella ZIU. Nella ZIAC, i due interventi principali riguardano i lavori di infrastrutturazione dell’area ex Eurofer e il risanamento di via Fermi oltre che il ripristino e la valorizzazione di Porto Margreth. Passando alla ZIAF, invece, vi sarà il potenziamento dello scalo e raccordo ferroviario e l’efficientamento dell’impianto di depurazione. Nelle altre aree industriali saranno realizzati interventi di manutenzione, nuovi parcheggi attrezzati e opere di potenziamento della viabilità”, ha spiegato Tomè. Bruseschi ha collocato il piano in una visione più ampia. “Il Consorzio opera nella convinzione che lo sviluppo di un territorio nasca da una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese, ricerca, parti sociali e comunità locali. Il nostro compito è creare le condizioni perché il sistema produttivo possa crescere in un contesto competitivo, innovativo e sostenibile. Di fronte alle trasformazioni dell’economia globale, alla transizione ecologica e digitale e al mutamento dei mercati e delle filiere, servono una programmazione lungimirante e una governance capace di interpretare i cambiamenti con visione strategica”, ha affermato il presidente.