Industria, Urso e il ministro francese Martin lavorano su automotive, rottami ferrosi e origine dei prodotti importati
Industria, Urso e il ministro francese Martin lavorano su automotive, rottami ferrosi e origine dei prodotti importati – Roma, 23 ottobre 2026 – (PPN ADI) Requisiti Made in Europe per l’automotive, obbligo di indicare il Paese d’origine dei beni importati e limiti all’export di rottami ferrosi e rifiuti elettronici. Sono i dossier al centro del videocollegamento tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro delegato per l’Industria francese Sébastien Martin, l’ottavo incontro tra i due da dicembre 2025. “La collaborazione tra Italia e Francia è oggi più che mai decisiva per il rilancio dell’industria europea”, ha dichiarato Urso, citando il principio del Made in Europe nell’Atto per l’accelerazione industriale, la limitazione dell’export di rottami ferrosi, il rilancio degli elettrodomestici e una maggiore tutela della moda, con il lavoro comune contro l’ultra fast fashion e sulla tassa sui pacchi provenienti da fuori dall’UE.
Sull’automotive Urso ha chiesto di lavorare insieme per trasformare le proposte di Italia, Francia e Germania in regole efficaci e sostenibili e ha apprezzato i passi compiuti da Parigi per orientare la proposta della Commissione europea verso un quadro tecnologicamente neutrale. I due ministri hanno poi definito il non paper comune che chiede di introdurre in Europa l’obbligo di indicare il Paese d’origine dei prodotti importati, per rendere più trasparente il mercato unico, informare meglio i consumatori e garantire una concorrenza leale tra produttori europei e dei Paesi terzi. Il documento sarà condiviso con altri Stati membri e poi presentato al Consiglio Competitività del 3 dicembre, in vista dello European Product Act che la Commissione dovrà presentare. Urso ha infine illustrato i non paper sui limiti all’export di rottame ferroso e rifiuti elettronici, proponendo un’iniziativa europea congiunta per chiedere alla Commissione misure che ne assicurino l’approvvigionamento, considerato strategico per decarbonizzare la siderurgia, e auspicando il sostegno della Francia.