Industrial Accelerator Act, dal Distretto Manifatturiero Unico del Nord un documento unitario
Industrial Accelerator Act, dal Distretto Manifatturiero Unico del Nord un documento unitario – Milano, 23 settembre 2026 – (PPN ADI) Le cinque Regioni che compongono il Distretto Manifatturiero Unico del Nord, ovvero Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, hanno messo a punto un documento condiviso sull’Industrial Accelerator Act (IAA), con particolare riferimento al “draft report” predisposto dai relatori del Parlamento europeo. L’intento è concorrere alla costruzione di uno strumento europeo in grado di rafforzare in modo concreto la competitività industriale, sostenere gli investimenti e valorizzare le filiere produttive del continente. Il Distretto, nato nelle scorse settimane su iniziativa degli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni, Guido Guidesi per la Lombardia, Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Andrea Tronzano per il Piemonte e Massimo Bitonci per il Veneto, ritiene quindi necessario dare vita a una politica industriale comune che faccia leva sulla solidità delle filiere settentrionali e sulle leadership territoriali, veri ecosistemi produttivi nei quali imprese, innovazione e ricerca crescono e competono insieme.
Il testo è stato trasmesso oggi al Governo italiano, alla Conferenza Stato-Regioni e a tutti gli europarlamentari eletti nelle circoscrizioni delle cinque Regioni, perché le proposte del sistema manifatturiero del Nord entrino nel confronto istituzionale europeo. Il primo punto qualificante è la richiesta di un coinvolgimento più ampio delle Regioni nella definizione e nello sviluppo delle Industrial Manufacturing Acceleration Areas, guardando non soltanto ai grandi insediamenti industriali ma anche agli ecosistemi territoriali formati da PMI, grandi imprese, small mid-cap, reti d’impresa, cluster, università e centri di ricerca. Il Distretto sollecita inoltre una decisa semplificazione amministrativa, fatta di procedure più chiare, tempi autorizzativi certi e strumenti digitali interoperabili, così da evitare duplicazioni e applicazioni disomogenee tra gli Stati membri.
Ampio spazio è riservato all’esigenza di assicurare gradualità e più trasparenza nell’introduzione dei requisiti europei, considerando l’effettiva disponibilità di prodotti e tecnologie sul mercato, la complessità delle filiere e i tempi richiesti per adeguare la capacità produttiva europea, a cominciare dai comparti industriali cruciali per il Distretto come il vasto settore dell’Automotive e della Componentistica. Eventuali deroghe dovranno tenere conto dell’indisponibilità dell’offerta, della mancanza di alternative tecnicamente compatibili e di costi manifestamente sproporzionati. Altro nodo centrale è il principio di sussidiarietà, in base al quale i requisiti applicati ai regimi di sostegno pubblico dovranno rispettare le caratteristiche dei singoli strumenti, le competenze delle autorità europee, nazionali, regionali e locali e le esigenze dei diversi contesti territoriali, senza regole uniformi che rischino di ridurre l’efficacia degli incentivi.
Sul piano finanziario il documento propone un coordinamento più stretto tra politica di coesione e strumenti europei a gestione diretta, con criteri preferenziali per i progetti collocati nelle aree di accelerazione industriale e un possibile adeguamento della disciplina degli aiuti di Stato, che potrebbe prevedere intensità di aiuto maggiorate per gli investimenti industriali strategici. Viene infine richiamata la necessità di un monitoraggio effettivo dell’Industrial Accelerator Act, attento anche alle ricadute su PMI, settori a valle, occupazione, investimenti, competitività e territori, accompagnato da una flessibilità degli strumenti nella fase successiva che consenta di intervenire e correggere le misure in caso di effetti asimmetrici o criticità applicative. Con questa iniziativa il Distretto punta a portare nel confronto europeo la voce di un sistema industriale fortemente integrato, chiedendo un Industrial Accelerator Act concreto, proporzionato e applicabile, capace di rafforzare il contenuto industriale europeo, sostenere investimenti e PMI e tenere insieme competitività, semplificazione, gradualità, trasparenza e sussidiarietà.