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15 Ottobre 2026

Innovazione, domani inaugurazione supercomputer italiano Volta B1. Butti “Non è costato un centesimo di denaro pubblico”

Innovazione, domani inaugurazione supercomputer italiano Volta B1. Butti “Non è costato un centesimo di denaro pubblico” – Roma, 15 ottobre 2026 – (PPN ADI) – “Come infrastruttura di calcolo quantistico destinata alle imprese, ci aspettiamo che consenta di formare personale qualificato, sviluppare applicazioni industriali e capacità di generare conoscenze e proprietà intellettuale in Italia. Il governo ha messo le tecnologie quantistiche tra le priorità nazionali, anche attraverso il sostegno a costruire un ecosistema ricerca-industria. Vogliamo che le nostre imprese possano partecipare fin dall’inizio a questa evoluzione, sviluppando competenze e applicazioni proprie”. Spiega Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, in una intervista a Milano Finanza alla vigilia dell’inaugurazione domani a Como di Volta B1 l’infrastruttura computazionale più potente d’ Italia, la seconda in Europa. “Il nostro contributo è aver dato un indirizzo strategico riconoscibile, che mette in relazione ricerca, sicurezza nazionale e sviluppo industriale. E una condizione importante per favorire collaborazioni internazionali e dare una prospettiva agli investitori”. Riguardo l’intelligenza artificiale il sottosegretario spiega: “L’Italia si è dotata di una legge nazionale sull’IA allineata al quadro europeo e ha previsto un programma di investimenti fino a un miliardo di euro, attraverso gli strumenti di Cdp Venture Capital, per sostenere startup, pmi e tecnologie strategiche. Abbiamo dato una direzione al settore. Vorrei uno strumento capace di dirci quanto l’intelligenza artificiale contribuisca davvero all’attività di un’impresa, sapere che un’azienda utilizza l’ AI non basta. Il B-Index dovrebbe considerare i processi coinvolti, le competenze dei lavoratori, la qualità dei dati e i risultati ottenuti in termini di produttività, tempi e qualità. Nella valutazione dovrebbero rientrare anche sicurezza, affidabilità e controllo umano. Sono aspetti coerenti con l’approccio adottato dal governo Meloni, che lega lo sviluppo tecnologico alla responsabilità di chi lo introduce. L’utilità – conclude – sarebbe dare agli imprenditori una misura dei propri progressi e alle istituzioni informazioni più solide per le politiche industriali. Potrebbe diventare anche uno degli strumenti utili a orientare il sostegno pubblico, purché dimostri di misurare in modo attendibile i progressi delle imprese”.

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