Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
16 Ottobre 2026

L’Aquila, Ufficio Ricostruzione: “Entro due anni terminerà quella privata. Altri 5-7 anni per restituire immobili pubblici”

L’Aquila, Ufficio Ricostruzione: “Entro due anni terminerà quella privata. Altri 5-7 anni per restituire immobili pubblici” – L’Aquila, 16 ottobre 2026 – (PPN ADI) – “Per quanto riguarda lo stato dell’arte e le tempistiche di completamento, la ricostruzione privata dell’Aquila verrà sostanzialmente chiusa nei prossimi due anni, tranne casi puntuali legati a situazioni particolari”. A dirlo è il responsabile dell’Ufficio Speciale della Ricostruzione dell’Aquila, (USRA), Salvatore Provenzano, intervenendo stamattina alla seconda giornata di lavori della Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC all’Aquila, “sulla ricostruzione pubblica la percentuale di avanzamento è inferiore, perché abbiamo imparato a nostre spese che affidare i progetti agli enti istituzionali, senza garantire loro il necessario supporto in termini di risorse umane e strutture, non sempre funziona al meglio. Tuttavia”, ha sottolineato Provenzano, “ritengo che nei prossimi 5-7 anni anche i restanti immobili pubblici e i luoghi simbolo della città dell’Aquila verranno restituiti pienamente alla popolazione e ai giovani per poterne godere. Un altro grande lascito di questa esperienza è la collaborazione istituzionale: noi funzionari pubblici abbiamo compreso che da soli non potevamo farcela. L’attività di cooperazione e il confronto costante con gli Ordini professionali — anche attraverso decreti scritti e condivisi grazie alla disponibilità dei colleghi architetti e ingegneri — è stato un metodo di lavoro vincente”.

Sul tema della ricostruzione è intervento in collegamento anche il senatore Guido Castelli Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016:

“Non tutti gli eventi catastrofali sono uguali. Anzi, è vero il contrario. Ma quello che oggi abbiamo, grazie alla Legge quadro sui principi fondamentali della ricostruzione post-calamità voluta dal Ministro Musumeci, è uno strumento fondamentale, perché si tratta di un set regolatorio che detta regole chiare e importanti e che può essere ulteriormente migliorato. Quello della ricostruzione post-sisma 2016, ad esempio, è un caso molto diverso da eventi come quello dell’Aquila, che pure è avvenuto pochi anni prima e a breve distanza. Per il caso specifico del cratere dell’Appennino centrale è stata creata una formula organizzativa basata su una governance multilivello che ha messo a fattor comune la complessità di un sisma sviluppatosi su una vasta area di 8 mila chilometri quadrati, conseguenza di quattro grandi scosse telluriche. Oggi, a dieci anni da quell’evento, grazie al cambio di passo impresso alla ricostruzione pubblica e privata, possiamo guardare al futuro con crescente ottimismo, consapevoli del fatto che molto resta ancora da fare”.

Il presidente del Consiglio nazionale degli ordini degli architetti, CNAPPC, Alessandro Panci, ha aperto i lavori ringraziando tutti i presidenti e tutti i consigli presenti, osservando: “Oggi arriviamo con la volontà di portare avanti delle azioni concrete e di promuovere quelle interlocuzioni tra istituzioni che ci sono d’aiuto per svolgere le attività della nostra categoria. Sono interlocuzioni utili anche per guidare una serie di iniziative che, nel caso specifico – trovandoci all’Aquila- vanno dal restauro alla valorizzazione dei siti di importanza storico-culturale presenti sui territori. Proprio su questo, oggi ho il piacere di avere qui con noi sia Federica Colajacomo, direttore del Parco Archeologico di Ercolano, sia Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI. Con Federica Colajacomo c’era già da tempo la volontà di sviluppare dei progetti pilota per le buone pratiche di intervento all’interno delle aree archeologiche. La disponibilità della Direttrice del Parco di aprire questa collaborazione non solo al Consiglio Nazionale, ma anche ai singoli Ordini, è per noi un motivo che ci permette di costruire insieme quella progettualità utile non soltanto a conoscere un’area archeologica, ma soprattutto a portare avanti azioni e progetti pilota condivisi. Invece Emanuela Bruni, devo dire che gioca in casa”, ha sottolineato Panci, “visto che in qualità di presidente della Fondazione MAXXI, si occupa non solo del MAXXI di Roma, ma anche del MAXXI L’Aquila. Per questo dico che gioca in casa, perché porta avanti le attività che conosciamo bene – vedendo anche da Roma le mostre che si realizzano all’Aquila-, ma soprattutto per quanto riguarda le strategie di intervento in siti che, come L’Aquila, hanno subìto eventi sismici e stanno ricostruendo. Devo dire con grande felicità che ieri sera ho visto una città piena di gente; manca ancora gran parte della residenzialità di un tempo, ma siamo riusciti a rivedere il centro storico vissuto con il piacere delle persone di frequentarlo, cosa che non è stata così negli ultimi anni. Tra l’altro, Emanuela Bruni e la Fondazione MAXXI stanno portando avanti una serie di azioni anche nel Centro Italia attraverso le attività svolte ad Amatrice. La volontà, in entrambi i casi, è quella di sottoscrivere un impegno che ci porti nei prossimi anni a sviluppare azioni comuni, dandoci la possibilità di strutturare buone pratiche e di indagare queste realtà”, ha concluso il presidente Panci. In questo durante la mattinata è stato sottoscritto un protocollo d’intesa fra il CNAPPC e il Parco Archeologico di Ercolano

A margine della Conferenza Nazionale degli Architetti è stato presentato anche il Concorso nazionale di idee “In Architettura veritas”, riservato agli architetti under 35 di tutta Italia. Il bando si aprirà il 1° dicembre 2026 e verterà su tre temi: quello della nuova costruzione; dei servizi terziari e degli edifici scolastici e del recupero edilizio.

https://www.primapaginanews.it/adi-news/