Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
23 Settembre 2026

Piano casa, Perrini (CNI) chiede un indice nazionale di recuperabilità e valore strategico degli immobili censiti

Piano casa, Perrini (CNI) chiede un indice nazionale di recuperabilità e valore strategico degli immobili censiti – Trieste, 23 settembre 2026 – (PPN ADI). Sostegno al Piano casa, ma con una stima delle risorse ritenuta insufficiente rispetto allo stato reale del patrimonio pubblico. È la valutazione del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini, intervenuto al 70° Congresso nazionale della categoria. “Il CNI non può che essere favorevole al Piano casa che mira a valorizzare il patrimonio pubblico come infrastruttura sociale e urbana, da tutelare e restituire a una funzione abitativa, integrandola nelle politiche di rigenerazione urbana; non può comunque esimersi dal segnalare che l’importo di 10 miliardi per 100.000 alloggi corrispondente a un valore medio dell’ordine di 100.000 euro per alloggio appare sottostimato se si considera che lo stato di degrado del patrimonio è piuttosto avanzato tanto da necessitare spesso di demolizioni e ricostruzioni. A tale proposito riteniamo necessaria l’introduzione di un indice nazionale di recuperabilità e valore strategico degli immobili censiti, che governi le priorità d’intervento”, ha dichiarato.

Secondo Perrini lo strumento consentirebbe di dare al patrimonio pubblico una gestione tecnica uniforme su scala nazionale. “Il Piano casa introdurrebbe così un metodo nazionale di governo tecnico del patrimonio pubblico allocando le risorse finanziarie in modo efficace ed efficiente”, ha spiegato. “In questa prospettiva, la ricognizione degli immobili di proprietà pubblica non redditizi e non in uso da destinare a progetti di edilizia sociale, prevista all’art. 3, comma 3, del decreto-legge ed affidata al Commissario straordinario entro trenta giorni dalla nomina, dovrebbe trasformarsi in una classificazione tecnico-prestazionale del patrimonio pubblico, fondata su criteri uniformi, verificabili e comparabili a livello nazionale. In questa prospettiva, sarebbe opportuno prevedere, a supporto del Commissario straordinario, un Comitato tecnico-scientifico multidisciplinare, distinto dalla cabina di monitoraggio, con funzioni istruttorie, metodologiche e valutative, utili, tra l’altro, alla predisposizione delle linee guida tecnico-metodologiche”.

Il presidente del CNI ha indicato anche la necessità di puntare sugli strumenti digitali. “Un ulteriore profilo di rafforzamento riguarda la digitalizzazione; il Piano casa dovrebbe prevedere l’obbligo di utilizzare metodi e strumenti di gestione informativa digitale con particolare riferimento all’interoperabilità dei dati, alla gestione del ciclo di vita dell’opera e alla manutenzione programmata”, ha osservato.

Centrale, per Perrini, resta il legame tra il Piano e la rigenerazione dei centri urbani, insieme alla riforma delle regole sull’edilizia. “Fondamentale resta il principio che l’attuazione del Piano Casa dia priorità ad interventi di recupero dei centri storici, divenendo in questo modo uno strumento di rigenerazione urbana; è di ogni evidenza che ciò dovrà avvenire in parallelo all’elaborazione di un nuovo Codice dell’edilizia, che segni finalmente il superamento della legge urbanistica n. 1150/1942, non più adeguata alla complessità della società del terzo millennio”. Da qui l’appello al Parlamento. “Sollecitiamo il legislatore a promuovere, attraverso le nuove norme, una pianificazione urbana non solo focalizzata sulla trasformazione fisica degli spazi, ma su un processo integrato che metta al centro dell’azione pianificatoria la qualità della vita, la limitazione del consumo di suolo, il recupero del costruito, la valorizzazione di tutti gli spazi urbani intorno ai quali si può creare un senso comunitario di appartenenza, la realizzazione di interventi attraverso cui gli spazi siano resilienti ai cambiamenti climatici”, ha concluso.

https://www.primapaginanews.it/adi-news/