
PNRR, Panci (CNAPPC): “Proroga strumento di garanzia per corretta e completa conclusione dei lavori”
PNRR, Panci (CNAPPC): “Proroga strumento di garanzia per corretta e completa conclusione dei lavori” – Roma, 30 luglio 2026 – (PPN ADI) – “La proroga dei termini di attuazione del PNRR non dovrebbe essere interpretata come un semplice differimento delle scadenze, bensì come uno strumento di garanzia finalizzato ad assicurare la corretta e completa conclusione degli interventi finanziati. La complessità delle procedure amministrative, tecniche e contabili connesse alla realizzazione delle opere e alla successiva rendicontazione richiede infatti tempi adeguati per la verifica della documentazione, la risoluzione delle criticità emerse in corso d’opera e il completamento di tutti gli adempimenti previsti”.
Così in una nota Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC commentando la proroga dei termini per una parte delle opere finanziate dal PNRR.
“Il rispetto di scadenze eccessivamente ravvicinate avrebbe potuto indurre le amministrazioni ad accelerare le attività a discapito della qualità, trasmettendo documenti incompleti, non sufficientemente verificati o non pienamente conformi alle disposizioni previste. Una proroga opportunamente disciplinata consentirà, invece, di consolidare i risultati raggiunti, garantire la regolare ultimazione dei lavori e predisporre rendicontazioni complete, coerenti e adeguatamente motivate, riducendo il rischio di errori, contestazioni, rettifiche finanziarie o perdita delle risorse assegnate. In tale prospettiva, l’estensione dei termini rappresenta una misura di tutela dell’interesse pubblico e delle stesse risorse europee, poiché permette di privilegiare la qualità, la trasparenza e la regolarità amministrativa rispetto al mero rispetto formale delle scadenze”. Conclude il presidente CNAPPC
“È importante sottolineare che il decreto non elimina né attenua gli obblighi di sostenibilità ambientale connessi al PNRR. La proroga consente di completare correttamente gli interventi senza disperdere il valore della sperimentazione avviata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha introdotto nei processi edilizi una maggiore attenzione al rischio climatico. Tra gli aspetti più significativi vi è la valutazione della vulnerabilità delle opere rispetto a fenomeni che interessano ormai direttamente i nostri territori, come il progressivo innalzamento delle temperature. Sono temi che non dovrebbero rimanere circoscritti agli interventi Piano, ma entrare stabilmente nella quotidianità del progetto e nelle responsabilità proprie della professione”, aggiunge Angela Panza, consigliera del CNAPPC con delega alla transizione ecologica.