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PoliMi, le infrastrutture smart volano a 1,36 miliardi nel 2025, trainate dal PNRR
22 Giugno 2026

PoliMi, le infrastrutture smart volano a 1,36 miliardi nel 2025, trainate dal PNRR

PoliMi, le infrastrutture smart volano a 1,36 miliardi nel 2025, trainate dal PNRR – Milano, 22 giugno 2026 – (PPN ADI) Il mercato italiano delle Digital & Smart Infrastructures ha raggiunto 1,36 miliardi di euro nel 2025, segnando una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano, che attribuisce l’accelerazione principalmente allo sviluppo dei progetti legati al PNRR, spinti in avanti dalla pressione della scadenza.

Il comparto più dinamico è quello delle Smart Energy Infrastructure, che con 460 milioni di euro e una crescita del 21% guida la classifica dei segmenti, sostenuto dalla digitalizzazione delle reti elettriche e idriche, dall’automazione di dighe e acquedotti e dai sistemi di monitoraggio predittivo dei gasdotti. Seguono le Smart Railway con 320 milioni (+12%), trainate dagli investimenti di RFI in tecnologie di segnalamento digitale, manutenzione predittiva e sensoristica IoT, e le Smart Road con 240 milioni (+17%), spinte dai progetti PNRR e dallo sviluppo delle comunicazioni Vehicle-to-Everything, che consentono ai veicoli di dialogare in tempo reale con le infrastrutture stradali, altri veicoli, pedoni e reti digitali. Rilevante anche la crescita delle tecnologie per Smart Bridge & Tunnel (175 milioni, +13%), Smart Airport (75 milioni, +10%), Smart Port (50 milioni, +12%) e Smart Logistic Hub (40 milioni, +14%).

“Il settore delle grandi opere si trova davanti a un cambio di paradigma senza precedenti” ha dichiarato Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio. “L’infrastruttura, da sempre un asset fisico e statico, si sta trasformando in una piattaforma digitale, dinamica e interconnessa. Se in passato il valore di un’opera si misurava principalmente sulla sua dimensione e solidità strutturale, oggi la nuova frontiera competitiva si gioca sulla capacità di renderla intelligente attraverso software e dati.”

L’applicazione di sistemi di Structural Health Monitoring a un ponte a larga campata con ciclo di vita superiore ai 50 anni consentirebbe, secondo l’Osservatorio, di ridurre del 30% i costi diretti di manutenzione, del 45% i costi per gli utenti e fino al 40% il costo del rischio residuo, con risparmi complessivi superiori al 20% lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. Sul fronte dell’ecosistema innovativo, la ricerca ha censito 218 startup attive a livello globale nel settore, che nel solo 2025 hanno raccolto complessivamente 594 milioni di dollari, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente e del 20% negli ultimi due anni. Le principali aree di sviluppo riguardano piattaforme digitali e Data Analytics (32%), sensoristica IoT (18%) e intelligenza artificiale (17%).

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