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13 Agosto 2026

Ponte sullo stretto, media: “Parere positivo zavorrato da oltre 100 tra prescrizioni e raccomandazioni”

Ponte sullo stretto, media: “Parere positivo zavorrato da oltre 100 tra prescrizioni e raccomandazioni” – Roma, 13 agosto 2026 – (PPN ADI) – “Un parere positivo sì, ma zavorrato da oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni da tenere in conto subito, nella fase di progettazione esecutiva, l’unica che può davvero far aprire il primo cantiere del ponte sullo Stretto”. A scriverlo è La Repubblica dando conto del contenuto del Consiglio dei Lavori Pubblici tenutosi nei giorno scorsi. Secondo quanto riporta il quotidiano nella sua edizione online, il consiglio chiederebbe chiarimenti anche su nuovi dati e verifiche sul fronte sismico, confermando in parte alcuni allarmi lanciati dagli esperti dell’INGV due anni fa.

Nel parere si legge: “Le registrazioni relative all’evento del Centro Italia nel 2016 caratterizzato da magnitudo inferiore a quella esprimibile dal sistema delle faglie dello Stretto, hanno mostrato ordinate spettrali superiori a quelle di progetto in particolare per le torri e i blocchi di ancoraggio”. Vengono chiesti approfondimenti anche sui materiali da utilizzare, in particolare si raccomanda di “valutare con particolare attenzione se le classi di esecuzione assunte richiedano l’impiego di acciai con specifiche condizioni di fornitura finalizzate al miglioramento del comportamento nella direzione dello spessore” e di “valutare l’eventuale impiego di acciai normalizzati in luogo degli acciai termomeccanici, ove ritenuto opportuno in relazione alle specifiche condizioni di fabbricazione, saldabilità e tenacità richieste dal progetto”.

In merito alle grandi colonne del Ponte “appare necessario che la progettazione dei campi prova sia sviluppata in modo da rappresentare adeguatamente l’intera variabilità geologica e geotecnica delle aree interessate, affinché i risultati ottenuti possano essere considerati realmente rappresentativi delle
condizioni operative dell’opera”.

“È infatti da sottolineare che buona parte delle informazioni disponibili, e in qualche modo da ritenersi più significative ai fini della ricostruzione del quadro geologico, risale ad alcune decine di anni fa; esse sono quindi intrinsecamente basate su tecnologie operative oggi ampiamente superate” sostiene il Consiglio.

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