Porti europei, a Bruxelles la mappa delle nuove professioni portuali dell’ADSP del Mar Tirreno Settentrionale
Porti europei, a Bruxelles la mappa delle nuove professioni portuali dell’ADSP del Mar Tirreno Settentrionale – Bruxelles, 28 settembre 2026 – (PPN ADI) Una nuova mappa delle professioni marittimo-portuali per i prossimi tre anni. L’ha presentata a Bruxelles, nella sede della Regione Toscana, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, sotto forma di manuale che chiude il progetto europeo NeXTraIn.PortS, guidato dalla stessa ADSP per preparare i lavoratori alla transizione digitale ed energetica. Il documento mette insieme i dati del mercato del lavoro, la classificazione europea ESCO e un’indagine svolta nella primavera 2025 tra le imprese di sei grandi scali, Genova, Livorno, Pireo, Rotterdam, Venezia e Valencia. Ne emergono 29 figure professionali articolate su quattro livelli operativi, dalla dirigenza agli operatori di prima linea, con l’indicazione per ciascuna del titolo di studio, delle certificazioni obbligatorie e delle nuove competenze richieste. In quasi tutti i profili, dai vertici aziendali ai gruisti e agli addetti ai piazzali, pesa la doppia rivoluzione in corso nei porti europei, che ha reso requisiti strutturali abilità un tempo estranee al settore come la cybersicurezza, l’uso dei digital twins, l’intelligenza artificiale e la gestione di carburanti alternativi quali idrogeno e ammoniaca. Il progetto ha inoltre sperimentato, sul campo e tramite piattaforme di e-learning, scenari formativi basati sulla realtà aumentata, confermando l’esigenza di aggiornare non solo le infrastrutture ma anche gli strumenti di formazione.
L’indagine mette in luce anche le criticità legate all’età e al genere dei lavoratori, che impongono al comparto di ripensare le politiche di reclutamento. Nel 66% delle aziende i dipendenti tra 18 e 24 anni sono meno di un quarto del totale, con una forte concentrazione nella fascia tra i 35 e i 54 anni. Il 40% delle organizzazioni non ha donne nel consiglio di amministrazione e un altro 40% ne conta meno del 25%. Se nel middle management si vedono timidi segnali di riequilibrio, le mansioni operative restano quasi esclusivamente maschili, con il 22% delle imprese senza alcuna donna in organico.
Per accompagnare questa trasformazione e dare continuità al progetto, la delegazione dell’ADSP livornese guidata dal dirigente Claudio Capuano ha proposto un osservatorio comunitario permanente sulle professionalità portuali, da estendere gradualmente a livello europeo, raccogliendo subito il sostegno di Regione Toscana, Regione Liguria, Generalitat Valenciana e Assoporti. Capuano ha ribadito che senza una transizione delle competenze non può esserci transizione tecnologica e che, senza aprirsi davvero a donne e giovani, i porti europei rischiano di perdere competitività. Una posizione condivisa dalla dirigente di Assoporti Tiziana Murgia, per la quale gli scali sono ecosistemi complessi in cui la formazione è il perno del futuro. “Per Assoporti la formazione è una questione centrale in tutti i temi legati alla digitalizzazione: bisogna investire nel capitale umano”, ha affermato.