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8 Ottobre 2026

Porti liguri, l’addizionale sulle merci per la security si estende a Savona e Vado, presentato il nuovo PRP del Ponente

Porti liguri, l’addizionale sulle merci per la security si estende a Savona e Vado, presentato il nuovo PRP del Ponente – Genova, 8 ottobre 2026 – (PPN ADI) Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, presieduto da Matteo Paroli, ha dato parere favorevole all’aggiornamento dell’addizionale alla tassa portuale sulle merci imbarcate e sbarcate, già in vigore a Genova e Prà, e alla sua estensione ai porti di Savona e Vado Ligure dal 1° novembre 2026. Secondo una nota dell’ente, il provvedimento “risponde alla necessità di assicurare livelli di protezione adeguati alle crescenti esigenze di tutela delle aree e delle infrastrutture portuali, attraverso il rafforzamento della vigilanza, dei presidi ai varchi e dei sistemi tecnologici di controllo”, resa necessaria dall’ampliamento delle aree da presidiare, dall’evoluzione delle prescrizioni di sicurezza e dall’aumento dei costi del personale, e “armonizza quindi le modalità di contribuzione nei quattro scali, superando meccanismi sviluppati separatamente negli ambiti di Genova e Savona”. Nel 2027 saranno valutati anche i costi per rafforzare la sicurezza informatica delle infrastrutture digitali portuali, in vista di eventuali ulteriori adeguamenti. Il Comitato ha inoltre deliberato un contributo di 111.500 euro alla Compagnia portuale “Pippo Rebagliati” di Savona, ai sensi dell’articolo 17, comma 15-bis, della legge 84/1994, per i costi sostenuti nel secondo trimestre 2026 per ricollocare in altre mansioni dieci lavoratori parzialmente inidonei alle operazioni portuali, e ha approvato gli interventi di Silomar per migliorare l’accesso ai varchi del terminal e razionalizzare gli spazi e gli adeguamenti impiantistici del terminal Bettolo su antincendio e illuminazione. È stato invece rinviato a fine mese il via libera al rinnovo della concessione del Genoa Port Terminal di Spinelli e Hapag Lloyd.

Intanto il percorso di confronto sul nuovo Piano regolatore portuale ha fatto tappa a Savona, dove Paroli, il segretario generale Tito Vespasiani, il capo di gabinetto Silvio Fremura e lo staff del piano hanno incontrato terminalisti, Unione Industriali della Provincia di Savona, Unione Utenti del Porto di Savona, Isomar e Camera di Commercio. Per Savona-Vado le ipotesi prevedono “una componente di sviluppo significativa”, improntata alla sostenibilità tecnica ed economica, all’efficientamento delle infrastrutture e degli spazi esistenti e al rispetto della città, per “attrarre e gestire traffici senza creare sovracapacità”. A Savona sono previsti il collegamento diretto tra porto e autostrada con il tunnel subportuale, per separare i mezzi pesanti dal traffico urbano, il potenziamento ferroviario per treni merci fino a 750 metri, il rafforzamento di accosti e superfici operative e la razionalizzazione degli spazi; a Vado gli interventi puntano a sostenere l’evoluzione delle attività e a integrare meglio banchine, piazzali, ferrovia e accessibilità marittima, mantenendo flessibilità per le esigenze future, con misure per lo spostamento modale verso il ferro e il cold ironing. Sono in corso anche gli approfondimenti sugli effetti idraulici e idrodinamici, sulla tenuta delle reti stradale e ferroviaria e sul quadro ambientale preliminare per la successiva Valutazione ambientale strategica (VAS). Sul rapporto porto-città, il piano punta a ridurre le interferenze e migliorare la qualità degli spazi, integrandosi con il Masterplan del fronte mare e la continuità del percorso costiero tra Savona e Albissola Marina. Dopo un incontro con la Capitaneria di porto su sicurezza della navigazione, accessibilità marittima e compatibilità operativa delle diverse configurazioni, Paroli ha ribadito che il piano “non è un lavoro cristallizzato” e potrà accogliere soluzioni alternative “concretamente praticabili” proposte da chi opera nel porto, all’interno di una linea “di sobrietà e realismo”.

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