Porto di Genova, il nuovo PRP sposta i depositi di Multedo e punta su refitting e riconversione dell’ex centrale
Porto di Genova, il nuovo PRP sposta i depositi di Multedo e punta su refitting e riconversione dell’ex centrale – Genova, 13 ottobre 2026 – (PPN ADI) I depositi chimici di Multedo trasferiti dentro Porto Petroli, l’ex centrale a carbone trasformata in un polo energetico a basso impatto e Molo Giano riconvertito alle lavorazioni sui grandi yacht. Sono alcune delle ipotesi del nuovo Piano Regolatore Portuale illustrate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale nella giornata di confronto di lunedì 12 ottobre con le categorie economiche, dedicata in particolare all’energia, alla nautica di alta gamma e al rapporto tra porto e città.
In mattinata l’ADSP ha incontrato Assocostieri, con Dario Soria, mentre nel pomeriggio si sono seduti al tavolo la Camera di Commercio di Genova, con Maurizio Caviglia, Marco Marozzo, Stefano Messina e Deborah Saverino, Confcommercio con Alessandro Cavo, Genova4Yachting con Alberto Amico, Giovanni Costaguta, Ennio Luglio e Gabriele Randi e ASTOI con Laura Cannone. I partecipanti hanno apprezzato l’idea di accompagnare la crescita dei traffici con una pianificazione condivisa con la città, capace di creare nuove occasioni economiche e di restituire ai genovesi aree oggi accessibili solo in parte.
Per quanto riguarda l’energia, il Piano prevede di portare i depositi chimici di Multedo nell’area di Porto Petroli, conservando le tre banchine attuali e ridisegnando le aree a terra e i collegamenti logistici dell’ultimo miglio. L’obiettivo è razionalizzare gli spazi e seguire l’evoluzione della logistica energetica, compresi i nuovi combustibili, senza rinunciare alla natura polifunzionale dello scalo, con opere di mitigazione ambientale e paesaggistica e nuove aree verdi pubbliche. Per l’ex centrale termoelettrica a carbone si ipotizza invece la trasformazione in un hub che produca energia a basso impatto per il porto e, in prospettiva, anche per la città, valorizzando nello stesso tempo l’edificio come testimonianza di archeologia industriale. L’intervento fa parte di un progetto più ampio per recuperare e aprire al pubblico i siti di valore storico, culturale e architettonico oggi compresi nelle aree operative, senza ostacolare l’attività del porto.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla nautica da diporto e sul refitting dei grandi yacht, un comparto in crescita in cui Genova può consolidare il proprio ruolo internazionale anche per le unità oltre i 100 metri. Tra le priorità è emersa la necessità di separare meglio le attività nautiche dalle riparazioni navali, che richiedono lavorazioni e condizioni operative spesso non compatibili. In questa direzione va l’ipotesi su Molo Giano, dove lo spostamento dei circoli nautici in una darsena più adatta alle loro esigenze libererebbe spazi per nuove attività del settore, come l’allestimento finale degli yacht e la realizzazione degli interni. Nel confronto è stata sottolineata anche l’importanza dei collegamenti stradali e ferroviari e delle infrastrutture digitali per la competitività della logistica, insieme alla necessità di un Piano flessibile, basato su interventi concreti e attento alle attività che creano lavoro e valore aggiunto.
“Il Piano Regolatore richiede di compiere scelte sulla destinazione degli spazi, tenendo conto dell’evoluzione dei mercati e delle esigenze operative delle diverse attività. Questo significa, da un lato, accompagnare la trasformazione della logistica energetica, dall’altro creare condizioni più funzionali per sviluppare settori come la nautica di alta gamma e il refitting dei grandi yacht, distinguendo attività che hanno necessità operative differenti. Allo stesso tempo, il recupero di strutture come l’ex centrale termoelettrica può aprire prospettive che vanno oltre la funzione originaria, dalla produzione di energia a basso impatto alla valorizzazione del patrimonio storico-portuale. Sono esempi di come il Piano debba tradurre una visione di sviluppo in ipotesi concrete, capaci di rispondere alle esigenze delle imprese e di generare nuove opportunità per il porto e per il territorio”, ha spiegato il presidente dell’ADSP Matteo Paroli. Chi è interessato può inviare osservazioni e proposte entro il 15 novembre. Dopo quella data gli uffici tecnici dell’Autorità valuteranno i contributi e avvieranno il confronto con gli enti territoriali in vista della delibera del Comitato di Gestione sulla pre-adozione del Piano.