Rifiuti nell’Agrigentino, all’Ecoforum di Legambiente l’allarme della SRR sugli impianti di compostaggio fermi
Rifiuti nell’Agrigentino, all’Ecoforum di Legambiente l’allarme della SRR sugli impianti di compostaggio fermi – Agrigento, 13 ottobre 2026 – (PPN ADI) Con i centri di compostaggio di Ravanusa e Casteltermini bloccati, i rifiuti dell’Agrigentino devono percorrere più strada per essere smaltiti e il conto finisce nelle bollette dei cittadini. A segnalarlo è stata la vicepresidente della SRR Agrigento Est Giordana Bonanno durante l’Ecoforum provinciale di Legambiente su rifiuti ed economia circolare, ospitato ad Agrigento con la partecipazione degli studenti dell’Istituto tecnico Nicolò Gallo e dei sindaci di Agrigento e Sciacca, Michele Sodano e Fabio Termine.
Secondo Bonanno la situazione difficilmente migliorerà, perché la Regione avrebbe fatto sapere di voler dotare l’intera provincia di un unico impianto di compostaggio, con sede a Sciacca. Al centro del confronto ci sono state anche le opportunità economiche e occupazionali che il riciclo dei rifiuti può generare.
Il presidente regionale di Legambiente Tommaso Castronovo ha ricordato i risultati raggiunti sulla raccolta differenziata da circa l’80% dei Comuni siciliani, citando però come caso emblematico Palma di Montechiaro, ferma a un modesto 20%. L’associazione chiede alle amministrazioni di comunicare di più con i cittadini, così da migliorare i servizi e spingere a separare con maggiore attenzione i materiali al momento del conferimento.
Gli amministratori di Agrigento hanno denunciato il comportamento di chi abbandona i rifiuti in strada creando discariche abusive, la cui bonifica ricade anche su chi conferisce correttamente. L’assessore all’Ecologia Giuseppe Riccobene ha inoltre espresso preoccupazione per il futuro appalto della nettezza urbana, assegnato all’azienda finita di recente al centro di un’inchiesta della Procura di Palermo in cui risulta indagato anche l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao.