
Riforma dei porti, sindacati e associazioni in pressing sul Parlamento
Riforma dei porti, sindacati e associazioni in pressing sul Parlamento – Roma, 19 giugno 2026 – (PPN ADI) Cresce la tensione politica attorno alla riforma della portualità italiana, attualmente all’esame della Commissione trasporti della Camera, mentre proseguono in tutto il Paese convegni e tavoli di confronto sul tema. Il provvedimento, atteso al voto del Parlamento entro luglio, sta incontrando crescenti resistenze, al punto che diversi soggetti ne chiedono un rinvio almeno fino al termine delle prossime elezioni Politiche.
Dopo le sollecitazioni arrivate anche dal sindaco di Messina Federico Basile, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha provato ad aprire un canale di dialogo con gli enti territoriali. Il viceministro Edoardo Rixi ha garantito nei giorni scorsi che i sindaci delle città sede di Autorità di sistema portuale saranno convocati per un confronto, ma l’iniziativa non ha placato le proteste.
La Filt Cgil ha giudicato insufficiente l’incontro avuto al dicastero, parlando di un passaggio informativo generico, lontano da un reale confronto sindacale e istituzionale. Tra le critiche del sindacato anche quella relativa all’idea di affidare la raccolta delle proposte di modifica a una piattaforma digitale, soluzione che rischierebbe di trasformare il confronto in un mero scambio di osservazioni scritte, a discapito del dialogo diretto.
Critiche sono arrivate anche da Italia Nostra, ascoltata ieri in audizione parlamentare. Attraverso la propria rete dedicata alle città portuali, l’associazione ha presentato un documento nel quale si denuncia il rischio di un eccessivo accentramento dei poteri decisionali a scapito delle Autorità portuali locali. Il riferimento è alla prevista nascita, in seno al ministero, di una nuova società, “Porti d’Italia Spa”, destinata a gestire in modo esclusivo la programmazione e la realizzazione delle opere strategiche nei porti italiani, oltre alla manutenzione straordinaria degli scali, lasciando alle Autorità di sistema portuale la sola gestione ordinaria. Per l’associazione si tratta di un passaggio che apre la strada a una possibile privatizzazione del settore.
A intervenire nel dibattito anche Luigi Merlo, ex presidente dell’Autorità portuale di Genova e oggi alla guida di Ctl Maritime, società del gruppo Msc. Parlando a un convegno romano dedicato alla riforma portuale e interportuale, Merlo ha ridimensionato il ruolo della costituenda “Porti d’Italia Spa”, definendola una struttura essenzialmente operativa ed esecutiva, priva di reale capacità di pianificazione strategica. Per l’esperto, il vero nodo da affrontare resta altrove, nella necessità per l’Italia di dotarsi di una strategia geopolitica marittima definita e coerente.