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27 Ottobre 2026

Roma Capitale, De Sanctis (ANCE ROMA – ACER) al Senato chiede di rendere stabile il modello Giubileo

Roma Capitale, De Sanctis (ANCE ROMA – ACER) al Senato chiede di rendere stabile il modello Giubileo – Roma, 27 ottobre 2026 – (PPN ADI) Sì ai nuovi poteri legislativi per Roma Capitale, ma senza sovrapposizioni tra livelli di governo e con una programmazione capace di seguire le opere dalla decisione fino all’apertura. È la posizione dei costruttori romani illustrata dalla presidente di ANCE ROMA – ACER, Francesca De Sanctis, in audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge costituzionale per Roma Capitale. “Roma non può essere governata con strumenti ordinari”, ha detto De Sanctis, che ha accolto con favore le competenze su governo del territorio, beni culturali e ambientali, trasporto pubblico locale, turismo, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa, ma ha avvertito che “non basta attribuire nuovi poteri sulla carta”. Per i costruttori va portato nell’ordinamento il cosiddetto “Modello Giubileo” sperimentato con il PNRR e l’Anno Santo, fatto di risorse definite, scadenze chiare, una regia riconoscibile e poteri adeguati al sindaco anche come commissario straordinario.

Al centro c’è la programmazione. De Sanctis ha ricordato che il rapporto NUVEC del 2018, su circa 56mila opere finanziate con le politiche di coesione, indicava una durata media di 4,4 anni, fino a 15,7 anni per quelle sopra i 100 milioni. Dal 2020 semplificazioni, nuovo Codice degli appalti e correttivo del 2024 hanno accorciato le gare, ma oltre tre quarti del tempo si perde ancora prima, tra assegnazione del CUP, progettazione, pareri e autorizzazioni, mentre la fase di esecuzione resta trascurata. Altro nodo è la chiarezza delle competenze tra Stato, Regione Lazio, Città metropolitana, Roma Capitale e Municipi: “La riforma deve semplificare, non aggiungere un altro livello decisionale”. Va regolato con attenzione anche il passaggio dalle leggi regionali a quelle di Roma Capitale, per evitare vuoti normativi e contenziosi, perché “su materie come il governo del territorio, ogni incertezza si traduce in immobilismo”.

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