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10 Agosto 2026

Sisma 2016, Castelli: “La ricostruzione vale 28 miliardi di euro”

Sisma 2016, Castelli: “La ricostruzione vale 28 miliardi di euro” – Roma, 10 agosto 2026 – (PN ADI) – “Ricordo perfettamente quella notte del 24 agosto 2016. Ero sindaco di Ascoli Piceno”, a dirlo è Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma 2016, intervistato da Il Messaggero. “Dopo 25 minuti ero nella sala operativa della Protezione Civile. Su Rai News 24 sentimmo la voce di Sergio Pirozzi che disse ‘Amatrice non c’è più” aggiunge.

“Quella del sisma del Friuli è considerata la più efficiente e si completò in 19 anni. Mi accontenterei di rispettare quel dato. Diciamo che siamo a metà del percorso. La ricostruzione vale 28 miliardi di euro”.

“Ci sono state delle false partenze, in particolare tra il 2017 e il 2020. La burocrazia ha avuto la meglio sull’esigenza di ricostruire. Diciamo che l’ansia della legalità formale ha spesso penalizzato la necessità operativa. Le ordinanze e le leggi erano tali da non favorire la ricostruzione. Dopo la pandemia del Covid, abbiamo cominciato a cambiare registro. Nel 2022 liquidavamo 800 milioni alle imprese che ricostruiscono le abitazioni private, l’anno scorso siamo arrivati a un miliardo e mezzo. E arriveremo a 2 miliardi nel 2026” prosegue.

“Per la parte privata – aggiunge il commissario – noi siamo con 15.000 cantieri chiusi e 10.000 in corso. Abbiamo liquidato 8 miliardi di euro, di cui appunto 6 nell’ultimo triennio. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica quando mi sono insediato circa il 45 per cento delle opere non aveva neanche
visto la nomina del RUP (responsabile unico del progetto), ora siamo al 98 per cento sbloccate e il 40 in corso o terminate. Abbiamo 4 miliardi e mezzo di euro di opere pubbliche che stanno per partire. Abbiamo i 15.000 cantieri completati che hanno determinato solo nell’ultimo triennio il ritorno a casa di
qualcosa come 11.000 persone”.

Nei moduli abitativi “ci sono 2.000 nuclei familiari. Ad Amatrice e Accumoli, ma anche nelle Marche”.
Le aree più in ritardo sulla costruzione sono “sicuramente Amatrice, Accumoli e alcune città degli Appennini, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso” conclude Castelli.

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