UNIC-Concerie Italiane, soddisfazione per l’esclusione definitiva della pelle bovina dall’EUDR
UNIC-Concerie Italiane, soddisfazione per l’esclusione definitiva della pelle bovina dall’EUDR – Milano, 17 settembre – (PPN ADI) – UNIC–Concerie Italiane esprime la sua profonda soddisfazione per il risultato raggiunto e ringrazia il Governo italiano: la pelle bovina è esclusa dall’EUDR, il Regolamento UE 2023/1115 (European Union Deforestation Regulation) relativo alla messa a disposizione sul mercato
dell’Unione e all’esportazione dall’Unione di determinate materie prime e determinati prodotti associati alla deforestazione e al degrado forestale. Il periodo di scrutinio si è concluso senza che il Parlamento Europeo o il Consiglio sollevassero obiezioni all’atto delegato adottato dalla Commissione Europea il 13 luglio 2026. La misura è quindi definitiva e – completato l’iter con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea – entrerà in vigore secondo quanto previsto dall’atto.
UNIC–Concerie Italiane esprime la sua profonda soddisfazione per il risultato raggiunto e
ringrazia il Governo italiano per il sostegno e per l’attenzione dimostrata nel corso dell’intero
percorso istituzionale, contribuendo a portare nelle sedi europee le istanze dell’industria
conciaria italiana e a raggiungere un risultato di particolare rilevanza per la competitività della
filiera.
L’Atto Delegato modifica l’Allegato I dell’EUDR eliminando dall’elenco le pelli bovine grezze, le
pelli bovine conciate o in crust e le pelli bovine ulteriormente preparate dopo la concia o il crust.
La pelle bovina viene così esclusa dall’ambito di applicazione dell’EUDR in tutti gli stadi di
lavorazione contemplati dalle relative voci doganali.
Si conclude così un percorso che ha visto UNIC impegnata fin dal 2021 nel confronto con le
istituzioni italiane ed europee per spiegare che sottoporre le pelli bovine agli obblighi previsti
dall’EUDR non avrebbe prodotto benefici proporzionati rispetto agli obiettivi di contrasto alla
deforestazione, introducendo invece criticità e squilibri competitivi lungo una filiera globale
complessa.
Le ragioni della filiera sono state recepite. La stessa Commissione Europea, nell’atto delegato,
richiama le specificità della catena di approvvigionamento della pelle e le conseguenze operative
che avrebbe comportato il mantenimento del materiale nell’ambito di applicazione del
Regolamento.