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29 Settembre 2026

Utilitalia, presentato il “Patto per la Resilienza Idrica”

Utilitalia, presentato il “Patto per la Resilienza Idrica” – Roma, 29 settembre 2026 – (PPN ADI) – In occasione dell’apertura del Festival dell’Acqua, Utilitalia ha presentato il nuovo “Patto per la Resilienza Idrica”, sottoscritto da 64 aziende del servizio idrico operanti sull’intero territorio nazionale. Le realtà aderenti servono quasi 42 milioni di cittadini, pari al 71% della popolazione italiana. L’iniziativa punta a rafforzare la capacità del sistema idrico di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso sei direttrici strategiche: miglioramento della gestione industriale, digitalizzazione, aggregazioni, integrazione del ciclo dell’acqua, diffusione di una nuova cultura della risorsa idrica e valorizzazione del ruolo dei gestori come vere e proprie “sentinelle del territorio”. Accanto agli impegni assunti dalle imprese, Utilitalia ha avanzato una serie di proposte rivolte alle istituzioni e ad Arera per sostenere gli investimenti, accelerare i processi di innovazione e digitalizzazione, ridurre la frammentazione gestionale e semplificare gli iter autorizzativi. L’obiettivo è favorire il passaggio da una logica emergenziale a un modello basato sulla prevenzione e sull’adattamento ai cambiamenti climatici.”Garantire la resilienza della risorsa idrica”, afferma il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro, “significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.

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