
Carburanti in calo e bollette in salita, il doppio volto della crisi energetica
La crisi nello stretto di Hormuz continua a pesare sui conti di famiglie e imprese italiane, ma su due fronti che vanno in direzioni opposte. Alla pompa i prezzi hanno cominciato a scendere grazie al tetto volontario introdotto dalle principali compagnie petrolifere, dopo che il governo aveva chiesto di contenere i listini. Per luce e gas, invece, l’autunno porta rincari pesanti, che si sentiranno soprattutto nei mesi più freddi. Già a settembre, secondo l’ISTAT, le bollette costavano il 14,6% in più rispetto a un anno prima e l’inflazione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni.
Il tetto delle compagnie alla pompa
Ha cominciato ENI che venerdì 25 settembre ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, valido dal 28 settembre alla fine di ottobre, circa 16 centesimi in meno rispetto alla settimana prima. Nei giorni seguenti si sono accodate IP, poi Q8, che ha detto di aver raccolto “l’invito del governo italiano”, e infine Tamoil, con misure in vigore fino al 31 ottobre. Le quattro compagnie insieme fanno capo a circa 11.200 impianti, poco più della metà della rete nazionale. Sulle medie l’effetto si vede. Secondo l’osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy oggi la benzina self costa in media 2,064 euro al litro e il gasolio 2,26, contro i 2,152 e i 2,377 euro del 28 settembre.
Chi resta fuori
Le pompe bianche e i gestori indipendenti, che acquistano il carburante all’ingrosso a prezzi non calmierati, dicono di non poter reggere la concorrenza e minacciano di rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza. Assopetroli-Assoenergia ha chiesto al governo di “aprire un confronto immediato” per estendere i prezzi calmierati anche alla distribuzione all’ingrosso. Le sigle dei gestori Faib, Fegica e Figisc propongono invece una legge che faccia scattare in automatico un tetto quando i prezzi superano livelli giustificati. Per autotrasportatori e tassisti le misure non bastano e serve un taglio strutturale delle accise, e il comitato dell’autotrasporto siciliano ha annunciato un fermo di cinque giorni a partire dal 16 ottobre. Anche agricoltori e pescatori, rimasti esclusi dagli sconti alla pompa, avevano protestato, ed ENI ha introdotto per loro una riduzione del 20% sul prezzo di benzina e gasolio al netto dell’IVA, valida fino al 31 ottobre e rinnovabile fino a fine anno.
Il rincaro delle bollette
Per il quarto trimestre l’Arera ha deciso un aumento del 37,3% della tariffa elettrica per i clienti vulnerabili del servizio di maggior tutela, circa tre milioni di persone tra over 75, beneficiari del bonus sociale e persone con disabilità. Il prezzo sale così a 43,43 centesimi al kilowattora, tasse comprese. L’autorità spiega l’aumento con le attese di crescita dei prezzi all’ingrosso, che dipendono a loro volta dal gas. I dati del Gestore dei mercati energetici mostrano che il prezzo unico nazionale dell’elettricità è passato dai 114 euro al megawattora di febbraio ai 204 di settembre, mentre il gas viaggia intorno ai 70 euro, più del doppio rispetto a inizio anno. Per il 2026 Nomisma Energia prevede aumenti del 23% per le famiglie e del 54% per le imprese. Il problema di fondo resta la dipendenza dal gas, che scalda circa il 90% delle case e produce il 45,8% dell’elettricità. Con la chiusura di Hormuz sono venute meno le forniture del Qatar, che coprivano circa il 10% del gas importato.
Le offerte dei fornitori
Anche sulle bollette i grandi gruppi cercano di muoversi in anticipo: Plenitude, la società di ENI che vende luce e gas, offre fino al 24 ottobre un prezzo bloccato per due anni con uno sconto del 30% sulla componente energia rispetto alla sua principale offerta a prezzo fisso. Il risparmio stimato è di circa 200 euro l’anno per chi sottoscrive entrambe le forniture. ENEL e A2A spingono a loro volta le tariffe fisse, ma gli sconti valgono solo per chi cambia contratto. Per tutti gli altri l’inverno si annuncia caro. Il governo, già alle prese con la legge di bilancio, dovrà decidere se affiancare agli impegni volontari delle aziende interventi pubblici su accise e bollette.




