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Delfin, accordo da 10 miliardi tra Leonardo Maria Del Vecchio e i fratelli
© Imagoeconomica
30 Aprile 2026

Delfin, accordo da 10 miliardi tra Leonardo Maria Del Vecchio e i fratelli

Il quartogenito di Leonardo ha rilevato un ulteriore 25% dell’azienda lussemburghese. La chiusura dell’accordo dovrà essere ratificata entro il 27 giugno, data del quarto anniversario della scomparsa del padre.

Leonardo Maria Del Vecchio ha trovato l’accordo con i fratelli Luca e Paola sul riassetto di Delfin e sulla chiusura del dossier dell’eredità del fondatore, il padre Leonardo, venuto a mancare nel 2022. L’intesa si articola in due punti fondamentali: il passaggio del 25% di Delfin a Leonardo Maria Del Vecchio per 10 miliardi di euro e la chiusura dell’eredità con l’impegno da parte anche dei due fratelli di seguire il testamento. La chiusura dell’accordo, come stabilito precedentemente, dovrà essere ratificata entro il quarto anniversario della scomparsa di Leonardo Del Vecchio, quindi il 27 giugno di quest’anno.

L’80% degli utili ai soci

Il quartogenito del fondatore di Luxottica ha portato quindi la sua partecipazione individuale al 37,5%, dopo il cosiddetto “leveraged buyout” di famiglia, un’acquisizione a leva. Questa operazione segna il superamento della frammentazione ereditaria lasciata dal padre Leonardo e trasforma Delfin da una collegialità di otto eredi paritetici a una holding con un chiaro baricentro decisionale nelle mani di Leonardo Maria.

Immagine generata dall’intelligenza artificiale

Per liquidare la quota dei fratelli è riuscito a ottenere un finanziamento da un pool di banche italiane e internazionali (tra cui Unicredit, BNP Paribas, Crédit Agricole). Il debito contratto non sarà ripagato con capitali personali già disponibili, ma attraverso i dividendi che Delfin incassa annualmente dalle sue partecipate (EssilorLuxottica, Mediobanca e Generali). Proprio a garanzia della sostenibilità del prestito, i soci hanno approvato una modifica statutaria: l’80% degli utili di Delfin sarà distribuito ai soci, garantendo la liquidità necessaria per onorare le scadenze con gli istituti di credito. Un’iniezione di liquidità che permetterà alla società con sede in Lussemburgo di onorare gli impegni con le banche finanziatrici dell’operazione e che hanno reso sostenibile la scalata di Del Vecchio.

Il riassetto avrà ripercussioni dirette anche su Mediobanca e, a cascata, su Generali. Perché adesso Delfin, forte del suo 19,8% sull’istituto di Piazzetta Cuccia e della quota diretta del 10% nel Leone di Trieste, è pronta a un nuovo corso: la priorità diventa la massimizzazione del valore: il peso del debito spingerà Leonardo Maria a sollecitare una gestione più aggressiva e potenziali acquisizioni internazionali, con l’obiettivo di incrementare i dividendi destinati alla holding lussemburghese.

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