Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
Facciamo il punto
I corridoi merci del Mediterraneo: l’Italia come ponte d’acciaio dell’Europa
Mappa dei corridoi merci del Mediterraneo
© rfi.it/it.html
26 Marzo 2026

I corridoi merci del Mediterraneo: l’Italia come ponte d’acciaio dell’Europa

Oltre 34 miliardi di euro del PNRR investiti entro il 2026 per la modernizzazione di infrastrutture ferroviarie e portuali per il trasporto merci, con l’occasione di aumentare la quota di merci sul ferro.

Sono 7.779 i chilometri che il corridoio merci Mediterraneo percorre, partendo dalla Spagna e collegando il bacino del Mediterraneo con l’Europa Centrale e con l’Ucraina. È il percorso più importante dei corridoi merci del Mediterraneo, poiché è interconnesso con altri sette corridoi e attraversa tre delle quattro principali aree manifatturiere d’Europa: Catalogna, Auvergne-Rhone-Alpes e Piemonte-Lombardia

Corridoi merci del Mediterraneo: l’inizio

Le TEN-T, Trans-European Networks – Transport, rappresentano uno dei capisaldi della politica comunitaria, con lo scopo di favorire la competitività del trasporto merci ferroviario internazionale. Istituita per la prima volta il 23 luglio 1996, con il Regolamento 1692/96 della Comunità Europea che ne ha stabilito il quadro generale, attualmente è regolata dal Regolamento 1315/2013 dell’UE.

Il progetto rappresenta l’espressione massima di cooperazione strutturata tra gestori dell’infrastruttura, imprese di trasporto e terminali. Le TEN-T contano nove corridoi, quattro dei quali di interesse italiano:

Corridoio Mediterraneo: collega la penisola Iberica al confine ungherese-ucraino, passando per l’Italia.

Corridoio Scandinavo-Mediterraneo: asse cruciale nord-sud, fondamentale per l’Italia.

– Corridoio Baltico-Adriatico: collega il Mar Baltico all’Adriatico, con un’estensione fino a Ravenna, Bari e Taranto.

– Corridoio Reno-Alpi: collega i porti del mare del Nord al Mediterraneo, attraverso il porto di Genova.

Gli altri cinque completano il disegno europeo: Corridoio Mare del Nord-Baltico, Corridoio Atlantico, Reno-Danubio, Mare del Nord-Mediterraneo e Balcani occidentali-Mediterraneo orientale.

L’Italia: il “molo d’Europa” delle TEN-T

Con la sua posizione strategica, l’Italia rappresenta il baricentro logistico delle TEN-T, in quanto è l’unico dei paesi europei a essere attraversato da quattro degli assi prioritari, trasformando la penisola in una piattaforma di logistica naturale. La sfida italiana si concentra sulla capacità di far defluire i carichi verso l’Europa centrale, è qui che entra in gioco il concetto di intermodalità (il passaggio fluido della merce dalla nave al treno), uno dei tre obiettivi fissati dalle TEN-T.

Per rendere operativi questi corridoi, l’Italia sta portando avanti la costruzione di diverse opere ingegneristiche:

–   La Galleria di base del Brennero: è la parte centrale del corridoio Scandinavo-Mediterraneo, in quanto progetto transnazionale riveste un’importanza cruciale.

–   Il Terzo Valico: La linea è parte integrante del corridoio Reno-Alpi che unisce Genova a Rotterdam, ed è finalizzata alla creazione di un collegamento veloce tra Genova e Tortona, la linea sarà completata entro il 2027.

–   Torino-Lione: una linea ferroviaria AV/AC complessivamente di 270 km, progettata per trasportare merci (e passeggeri) tra Italia e Francia. Il fulcro è il Tunnel di base del Moncenisio, che sarà una delle gallerie ferroviarie più lunghe al mondo.

PNRR, numeri e investimenti

Un piano concreto sostenuto dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che stanzia una parte considerevole per la modernizzazione delle infrastrutture per il trasporto merci:

–   24,7 miliardi di euro per l’implementazione delle reti ferroviarie;

–   8,5 miliardi destinati ai nodi del Nord per unire l’Italia all’Europa centrale;

–   9,2 miliardi i per la portualità e l’intermodalità.

–   250 milioni di euro destinati alla digitalizzazione, con l’obiettivo di rendere “smart” la catena logistica del paese.

La sfida del 2026

I quattro corridoi merci del Mediterraneo ci ricordano che l’Italia non è una periferia, ma il nodo cruciale e logistico di un sistema che arriva sino al Circolo Polare Artico.

Con la scadenza del PNRR fissata al 2026, l’Italia ha l’occasione di aumentare la quota di merci sul ferro, andando in linea con la media europea del 18%, e di consolidarsi come la porta d’ingresso di un’Europa interconnessa, sostenibile e strategicamente centrale nel commercio mondiale.

Facciamo il punto