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Assemblea generale dell’ONU, comincia la settimana dei leader mondiali
© Imagoeconomica
22 Settembre 2026

Assemblea generale dell’ONU, comincia la settimana dei leader mondiali

Terminerà lunedì l’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che riunisce a New York circa 130 capi di Stato e di governo. Sul tavolo la guerra in Ucraina, il Medio Oriente e il clima, con gli interventi attesi di Trump, Zelensky e Netanyahu.

Si è aperta martedì a New York l’ottantunesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che proseguirà fino a lunedì 28 settembre. Il tema di quest’anno, ristabilire la fiducia e governare la trasformazione perché l’ONU produca risultati per tutti, riflette l’incertezza di un’organizzazione tra guerre aperte e crisi di credibilità del multilateralismo. Circa centotrenta capi di Stato e di governo sono attesi al Palazzo di Vetro, per la settimana diplomatica più affollata dell’anno.

Apre i lavori il segretario generale Antonio Guterres, che pronuncerà probabilmente il suo ultimo discorso sullo stato del mondo, dato che il mandato scade il 31 dicembre e la corsa alla successione è già cominciata. Tra i temi della settimana, la guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente, il clima, la sicurezza nello stretto di Hormuz e la governance dell’intelligenza artificiale.

Trump apre i lavori mentre Xi vola a Washington

L’ordine degli interventi segue la consuetudine dell’Assemblea, il Brasile parla per primo e gli Stati Uniti, paese ospitante, subito dopo. Tocca dunque a Lula da Silva aprire il dibattito, seguito da Donald Trump, atteso in aula in mattinata (ora locale). Nel pomeriggio parla Emmanuel Macron, mentre debutta il nuovo premier britannico Andy Burnham, succeduto a Keir Starmer in luglio.

Una parte della diplomazia più rilevante si gioca fuori dall’aula, il presidente cinese Xi Jinping ha scelto di non presentarsi, preferendo un vertice bilaterale con Trump a Washington su commercio, Taiwan e intelligenza artificiale. A New York, Trump dovrebbe incontrare Volodymyr Zelensky, con un colloquio atteso sul dossier energetico e su una possibile tregua con la Russia.

Zelensky, Netanyahu e gli altri protagonisti della settimana

Mercoledì 23 Volodymyr Zelensky parla davanti all’Assemblea e, secondo più fonti, ha lo stesso giorno l’incontro con Trump. Interviene anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, la cui delegazione ha ottenuto il visto, a differenza di quella dell’Autorità palestinese, a cui gli Stati Uniti hanno negato per il secondo anno i visti, compreso quello per Mahmoud Abbas, che parlerà in collegamento video.

Giovedì 24 tocca al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ridurrà al minimo la permanenza a New York, arrivando il giorno del discorso e ripartendo subito dopo, senza incontro con Trump. La Russia è rappresentata dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, dato che Putin non partecipa di persona da oltre un decennio. L’Italia è rappresentata dal vicepremier Antonio Tajani, mentre Giorgia Meloni ha scelto di non recarsi a New York.

Il calendario fino a lunedì e le partite aperte

Accanto al dibattito generale, la settimana ospita vertici tematici, mercoledì sul clima a dieci anni da Parigi, giovedì sull’innalzamento del livello del mare, venerdì sulla prevenzione delle pandemie. Lunedì 28, giorno di chiusura, cade anche l’anniversario della dichiarazione di Durban contro il razzismo.

Restano sullo sfondo la successione di Guterres e la tenuta del sistema multilaterale, messo alla prova da tagli ai finanziamenti e dalle divisioni tra le grandi potenze. Difficile aspettarsi svolte immediate, ma i colloqui bilaterali, a partire da quello tra Trump e Zelensky, potrebbero produrre segnali concreti prima di lunedì.

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