
Genga-Serra San Quirico, il cantiere più difficile dell’Appennino centra le scadenze PNRR
Diciotto mesi per realizzare la sede ferroviaria sul 75% di una delle tratte più complesse dell’intera rete nazionale, in un territorio carsico tra le Marche e l’Appennino umbro, con 450 persone al lavoro ogni giorno e turni organizzati senza interruzione. Il Consorzio Eteria ha centrato nei tempi le milestone concordate con Rete Ferroviaria Italiana per il lotto 2 del raddoppio della tratta Genga-Serra San Quirico, sulla direttrice ferroviaria Orte-Falconara, uno degli interventi infrastrutturali finanziati dal PNRR con scadenza al 2026.
Un’opera da 545 milioni nel cuore dell’Appennino
Il raddoppio della tratta Genga-Serra San Quirico ha un’estensione complessiva di circa 9 chilometri, quasi completamente in variante rispetto alla linea storica, e consente di incrementare la velocità di percorrenza dagli attuali 85 km/h fino ai 165 km/h di progetto. L’investimento complessivo per questo lotto è di circa 545 milioni di euro, di cui 438 finanziati con fondi PNRR. I lavori erano stati aggiudicati a ottobre 2023 al raggruppamento temporaneo tra Eteria Consorzio Stabile e Salcef, sotto la direzione lavori di Italferr.
Il contesto geologico ha rappresentato fin dall’inizio la sfida principale. Il nuovo tracciato attraversa un territorio caratterizzato da estese formazioni carsiche, le stesse che rendono celebri le Grotte di Frasassi poco distanti, e che hanno richiesto approfondite indagini geologiche e un monitoraggio continuo durante l’avanzamento degli scavi. Circa il 60% dell’opera si sviluppa in galleria, con 4,6 chilometri di scavi, sei tunnel realizzati con metodo tradizionale e quattro viadotti, tra cui strutture metalliche lunghe 70 metri e del peso di circa 1.150 tonnellate ciascuna, e travi prefabbricate in calcestruzzo di 25 metri.

I numeri del cantiere
Le dimensioni dell’intervento raccontano con chiarezza la portata dello sforzo produttivo. Il cantiere ha movimentato 1,3 milioni di metri cubi di materiale scavato, impiegato 380 mila metri cubi di calcestruzzo e 25 mila tonnellate di acciaio per armature, oltre a 11 mila tonnellate di carpenteria metallica. Per gli scavi delle gallerie sono stati utilizzati circa 480 mila chilogrammi di esplosivo, con operazioni organizzate 24 ore su 24, sette giorni su sette, nei momenti di picco degli ultimi sei mesi. Il cantiere ha occupato in media 450 persone al giorno, con punte di 600 addetti.
Per limitare l’impatto ambientale e la pressione sul territorio, Eteria ha attivato direttamente in cantiere un impianto per la frantumazione del materiale di scavo e la produzione di aggregati destinati al calcestruzzo, riducendo in modo significativo il traffico dei mezzi pesanti sulle strade locali. È stato inoltre installato un impianto di betonaggio di ultima generazione.
Il contesto dell’opera e i benefici attesi
Il lotto Genga-Serra San Quirico è il secondo dei tre in cui è stato suddiviso il macro-intervento di raddoppio della tratta PM228-Castelplanio, lungo complessivamente 21,5 chilometri. L’intera tratta è parte integrante della rete TEN-T (Trans-European Transport Network) ed è funzionale allo sviluppo del Corridoio Scandinavio-Mediterraneo, anche grazie al porto di Ancona, considerato una piattaforma intermodale strategica. Al termine dell’intero programma di potenziamento sarà possibile conseguire una riduzione dei tempi di percorrenza tra Roma e Ancona fino a circa 30 minuti e tra Roma e Perugia fino a circa 15 minuti. Verrà inoltre realizzata una nuova stazione di Genga, che servirà l’area delle Grotte di Frasassi.
Eteria, cinque anni di crescita
“Ogni grande milestone raggiunta rappresenta molto più di un obiettivo realizzato: è la dimostrazione della fiducia che si costruisce tra committente, impresa e territorio”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Eteria, Vincenzo Onorato, sottolineando come il risultato sulla tratta Genga-Serra San Quirico “conferma l’affidabilità nel mantenere gli impegni assunti”. Il Consorzio, che riunisce Vianini Lavori (Gruppo Caltagirone), Itinera e Sinelec (Gruppo Gavio) e ICOP, in cinque anni di attività ha raggiunto un portafoglio lavori di oltre 2,2 miliardi di euro con un fatturato più che triplicato nel 2025, salito a 620 milioni dai 193 dell’esercizio precedente. Oltre alla linea Orte-Falconara, il Consorzio è attivo sul raddoppio Roma-Pescara nelle tratte Manoppello-Scafa e Interporto d’Abruzzo, e sul collegamento ferroviario “Nodo di Catania”.




