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Sensori sempre accesi sul viadotto di Morandi che porta a Fiumicino
22 Ottobre 2026

Sensori sempre accesi sul viadotto di Morandi che porta a Fiumicino

Nplus ha completato il ripristino e l’aggiornamento della rete di sensori che sorveglia il viadotto progettato da Riccardo Morandi sulla A91 Roma Fiumicino. I dati ora arrivano alla piattaforma centrale di monitoraggio di ANAS, come previsto dal programma Strade sicure.

Chi corre in auto verso l’aeroporto di Fiumicino lo attraversa quasi sempre senza farci caso, eppure il viadotto sull’ansa del Tevere, all’altezza della Magliana, è una delle opere più singolari dell’ingegneria italiana del Novecento. Ora il suo sistema di sorveglianza è tornato a pieno regime. Nplus, società specializzata nel monitoraggio strutturale delle infrastrutture, ha completato l’intervento di ripristino funzionale e manutenzione evolutiva del sistema di monitoraggio permanente installato sull’opera, gestita da ANAS lungo l’autostrada A91. Il lavoro, affidato in via d’urgenza e chiuso in tempi molto stretti, ha riportato in piena efficienza la rete di misura e l’ha adeguata agli standard richiesti dal programma nazionale Strade sicure. Il sistema è ora in grado di trasmettere i dati alla Piattaforma centrale SHM di Anas.

Un ponte nato da una frana

Il viadotto fu progettato e realizzato da Riccardo Morandi tra il 1964 e il 1967 e la sua forma si deve a un imprevisto. Durante i lavori per l’autostrada, una frana trascinò con sé alcune pile già realizzate e a Morandi fu chiesto di trovare una soluzione che richiedesse il minor numero possibile di appoggi su un terreno instabile. L’ingegnere rispose con una struttura strallata in calcestruzzo armato precompresso, lunga 145 metri e larga 24, con le fondazioni collocate fuori dal perimetro della frana. Secondo l’Atlante dell’architettura contemporanea del ministero della Cultura fu il primo ponte strallato di questo tipo costruito a Roma ed è l’unico, tra i viadotti strallati di Morandi, a sostenere un tratto di strada in curva. È intitolato a Franco della Scala, dirigente dell’ANAS ucciso nell’attentato all’aeroporto di Fiumicino del 1985.

Sensori che ascoltano la struttura

Un’opera di questa complessità ha bisogno di essere osservata di continuo, e il monitoraggio dinamico è lo strumento che in questi casi offre di più. L’impianto è composto da accelerometri, inclinometri, estensimetri e sensori di temperatura che registrano senza interruzioni i parametri più significativi del comportamento strutturale. L’acquisizione ad alta frequenza delle accelerazioni permette di ricavare i parametri modali del viadotto, cioè il modo in cui l’opera vibra, e di seguirne l’evoluzione nel tempo. Se qualcosa cambia, per effetto del degrado dei materiali o di un evento eccezionale, la variazione emerge nei dati prima che diventi visibile a occhio nudo.

La rete nazionale dei ponti sorvegliati

L’intervento rientra in Strade sicure, la misura coordinata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e finanziata dal Piano nazionale complementare al PNRR, che punta a censire, classificare e gestire il rischio di circa 12mila ponti, viadotti e gallerie della rete nazionale e a dotarne 6.500 di strumenti per il controllo da remoto. Il programma applica le Linee guida per la classificazione e la gestione del rischio dei ponti esistenti del Consiglio superiore dei lavori pubblici, adottate alla fine del 2020 ed estese a tutta la rete nazionale nel 2022, a pochi anni dal crollo del ponte Morandi sul Polcevera a Genova. Per la sua parte ANAS sta portando sotto monitoraggio strumentale circa mille opere, il nucleo di quello che secondo Nplus è oggi il più esteso piano di monitoraggio strutturale di ponti e viadotti in corso al mondo. A giugno 2025, secondo la Corte dei conti, era stato installato l’85 per cento della strumentazione prevista, e la scadenza del programma è stata spostata al 2028.

Chi è Nplus

Nplus è un’azienda italiana con sede al Polo Meccatronica di Rovereto, in Trentino, e fa capo al gruppo Giordano Riello International. Progetta e produce in proprio schede elettroniche, sensori e software di analisi dei dati per il monitoraggio di ponti, viadotti e altre opere civili, riuniti nell’ecosistema VITTORIO, che gestisce l’intero ciclo dall’acquisizione alla trasmissione fino all’elaborazione delle misure. Tra le opere seguite dall’azienda negli ultimi anni ci sono il ponte sul Po di Casalmaggiore, il ponte Montevideo sopra la A22 a Trento e il Duomo di Milano.

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