Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
Facciamo il punto
L’AW249 Fenice vola a Berlino e punta al mercato europeo
© Leonardo
11 Giugno 2026

L’AW249 Fenice vola a Berlino e punta al mercato europeo

All’ILA di Berlino Leonardo ha fatto volare per la prima volta in pubblico il suo elicottero da combattimento AW249, battezzato Fenice dall’Esercito italiano. Un debutto che va oltre la vetrina tecnica e segna l’avvio di una campagna di promozione internazionale.

Fino all’11 giugno 2026, il Fenice era rimasto una promessa visibile solo nel perimetro degli addetti ai lavori. All’ILA di Berlino, salone aerospaziale biennale che quest’anno ha riunito oltre 750 espositori da 37 paesi, l’AW249 ha effettuato per la prima volta dimostrazioni di volo in pubblico, terza apparizione assoluta dopo Eurosatory 2024 e il Paris Air Show dello stesso anno. La scena ha avuto un peso simbolico preciso: la scelta di Berlino non è casuale, considerando che la Germania rappresenta uno dei mercati europei più rilevanti per i programmi di riarmo in corso, con un bilancio difesa previsto in crescita del 21% per il 2027. Leonardo ha presentato il velivolo a delegazioni internazionali, illustrando non solo le sue capacità operative ma anche le prospettive di collaborazione industriale, con l’ambizione dichiarata di farne il nuovo elicottero da combattimento di riferimento per l’Europa.

Cosa distingue il Fenice dalla concorrenza

Formalmente denominato AH-249A NEES, Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta, l’AW249 è al momento l’unico elicottero da combattimento di nuova progettazione sviluppato in Occidente. Il confronto con il panorama esistente è significativo: il Tigre di Airbus è oggetto di un ammodernamento limitato alle versioni francese e spagnola, mentre la Germania ha deciso di sostituirlo con l’H145M, un multiruolo leggero ben diverso per concezione. L’Apache di Boeing, tuttora in produzione nella versione E, discende da un progetto che data al 1984. L’AW249 nasce invece da zero, con un peso massimo al decollo di 8,3 tonnellate, architettura completamente aperta, cockpit digitale con doppio display touchscreen per i posti in tandem, Battle Management System sviluppato da Leonardo e integrazione nativa con sistemi a pilotaggio remoto. L’intelligenza artificiale assiste l’equipaggio in tutte le fasi della missione, e la capacità di operare in contesti multi-dominio, aria-terra-mare-spazio-cyber, è incorporata fin dalla progettazione. Il carico utile comprende razzi da 70 millimetri guidati e non guidati, missili aria-aria, missili aria-superficie e un cannone da 20 millimetri a tre canne rotanti.

Uno strumento di politica industriale oltre che militare

Il lancio della campagna internazionale avviene con il sostegno esplicito della Direzione Nazionale Armamenti e dell’Esercito italiano, a conferma che il programma AW249 è trattato come una questione di interesse nazionale che va ben oltre la semplice fornitura alla Forza Armata. Ad oggi sono 19 le unità già contrattualizzate, con ulteriori 14 in fase negoziale su un requisito complessivo di 48 esemplari. La produzione di serie è avviata e le prime consegne con ingresso in servizio sono attese nel 2028. Sul piano finanziario, il portafoglio ordini di Leonardo ha raggiunto quasi 57 miliardi di euro, con ordini acquisiti nel primo trimestre 2026 pari al doppio dei ricavi. Nel contesto del riarmo europeo, dove i tradizionali gruppi della difesa del continente stanno attraversando una stagione di espansione accelerata, il Fenice si candida a diventare uno dei prodotti di punta della proiezione internazionale italiana.

Lo scenario geopolitico come acceleratore

Il debutto berlinese arriva in un momento in cui la domanda europea di capacità militari autonome ha smesso di essere un’aspirazione di lungo periodo per diventare un dato di bilancio immediato. In questo quadro, il Fenice rappresenta uno degli asset su cui l’azienda punta per consolidare la propria posizione nel comparto elicotteristico militare a livello continentale. La lezione del conflitto in Ucraina, dove le perdite di elicotteri da combattimento sono state rilevanti, ha spinto diversi Paesi a riconsiderare i requisiti operativi per questo tipo di piattaforma, privilegiando sistemi con elevate capacità di sopravvivenza, protezione cyber, ridotta osservabilità e integrazione con droni. Sono caratteristiche che Leonardo ha incorporato nel progetto fin dall’inizio, con serbatoi a tolleranza balistica, sistema di autoprotezione avanzato e capacità collaborative con Air Launched Effects ancora in valutazione per il futuro.

Facciamo il punto