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S.I.I.V., a Imola la giornata dei giovani. Premiate tesi e ricerche su strade, ferrovie e aeroporti
28 Ottobre 2026

S.I.I.V., a Imola la giornata dei giovani. Premiate tesi e ricerche su strade, ferrovie e aeroporti

Il convegno nazionale della S.I.I.V. si è chiuso a Imola con i giovani. Premiate le migliori tesi magistrali su strade, ferrovie e aeroporti e le ricerche più innovative dalla S.I.I.V. Arena, dai sensori per l’asfalto al binario in scala reale, fino alle miscele con fresato e bio-leganti.

La seconda e ultima giornata del ventunesimo convegno nazionale della Società Italiana Infrastrutture Viarie, all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, è stata dedicata a chi sta muovendo i primi passi nell’affascinante mondo della ricerca. Dopo l’assemblea dei soci della mattina, il pomeriggio ha visto protagonisti laureati, dottorandi e giovani ricercatori arrivati da diverse università italiane, in linea con l’obiettivo che l’associazione si è data negli ultimi anni di avvicinare le nuove generazioni a un settore in cui ne entrano ancora pochi. I riconoscimenti sono stati di due tipi: da una parte, i premi di laurea della S.I.I.V. per le migliori tesi magistrali, uno per ciascuno dei tre ambiti della disciplina; dall’altra, la S.I.I.V. Arena, il forum in cui i soci juniores dell’associazione presentano le loro ricerche e se le “giocano” davanti a due giurie, una accademica e una tecnica.

Tre tesi per tre infrastrutture

Per le strade, il premio è andato a Federico Pompili, laureato in Ingegneria delle Infrastrutture Viarie e dei Trasporti presso l’Università di Roma Tre, con una tesi nata nell’ambito del progetto di ricerca Prin Arcade e dedicata alla sicurezza degli utenti più vulnerabili. Il lavoro ha preso in esame un incrocio a T non semaforizzato nel quartiere Balduina di Roma, scelto sulla base dei dati di incidentalità stradale, e ne ha ricostruito un modello digitale con strumenti BIM per portarlo dentro un simulatore di guida in realtà virtuale. I conducenti coinvolti hanno affrontato di giorno e di notte la svolta a sinistra, una delle manovre più rischiose nei conflitti tra auto e moto, prima nella configurazione attuale e poi in due scenari con interventi di moderazione del traffico e maggiore visibilità, che hanno ridotto le situazioni di conflitto più critiche.

Per le ferrovie, è stato premiato Cristian Ruggero, laureato in Ingegneria civile – Sistemi e infrastrutture di trasporto presso l’Università degli Studi di Padova, che durante un tirocinio in Rete Ferroviaria taliana ha studiato la fattibilità di un collegamento ferroviario con l’aeroporto Canova di Treviso, scalo che nel 2024 ha superato i tre milioni di passeggeri. La tesi stima una domanda potenziale di circa 913.500 passeggeri l’anno, il 30% dell’utenza aeroportuale, e propone tre tracciati, due da circa 6 chilometri con stazione passante e collegamenti diretti con Venezia, per poco più di 230 milioni di euro, e uno da 3 chilometri con stazione di testa, per poco più di 130.

Per gli aeroporti, il riconoscimento è andato a Chiara Bartalucci, laureata in Ingegneria delle Infrastrutture Civili e dell’Ambiente – Curruculum| Infrastrutture e Sistemi di Trasporto presso l’Università di Pisa, che ha usato l’interferometria radar satellitare per seguire nel tempo la regolarità della pista dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, costruita su argille molto comprimibili che cedono lentamente. Incrociando quattro anni di dati del satellite europeo Sentinel-1 con i rilievi a terra, la tesi ha ricostruito l’evoluzione del Boeing Bump Index, l’indicatore che misura l’effetto delle irregolarità sugli aerei, e mostra come il monitoraggio da remoto possa ridurre le chiusure delle piste per i controlli.

I premi della S.I.I.V. Arena

La giuria accademica, composta da soci accademici della S.I.I.V., ha assegnato tre premi: quello per la migliore attività di ricerca sperimentale è andato a Omar Guazzaroni dell’Università Politecnica delle Marche, che ha usato sensori granulometrici per valutare la lavorabilità delle miscele bituminose e controllare in tempo reale la compattazione, dalle prove di laboratorio a quelle con il rullo; il premio per l’idea più innovativa è andato ad Andrea Vennarucci dell’Università Roma Tre, che ha sviluppato una piattaforma di simulazione basata su BIM in cui più persone, per esempio un automobilista e un pedone, possono muoversi contemporaneamente nello stesso scenario urbano virtuale; Gennaro Riccio, della Sapienza e che ha sviluppato parte della tesi presso la Escola Politécnica dell’Università di San Paolo, ha vinto il premio per il miglior approccio metodologico con un binario ferroviario ricostruito in laboratorio in scala reale, lungo 3,6 metri e dotato di sensori, che servirà a tarare un modello tridimensionale a elementi finiti in ambiente vituale.

La giuria tecnica, formata dai responsabili tecnici delle aziende che hanno sponsorizzato il convegno, ha assegnato a pari merito il premio per la migliore ricerca applicata a due lavori sul riciclo dell’asfalto. Giovanni Marchegiani dell’Università eCampus ha studiato miscele fatte solo di materiali riciclati e di origine biologica, con un trattamento del fresato d’asfalto e un bio-legante pensato per sostituire il bitume, mentre Lorenzo Pigliapoco dell’Università Politecnica delle Marche ha valutato la resistenza a fatica di miscele con il 40 per cento di fresato e leganti progettati e additivati per ottimizzare il processo di riciclo.

Sicurezza, sostenibilità, digitale. I temi scelti da questi giovani ricercatori sono gli stessi su cui si giocherà il futuro delle infrastrutture del Paese. Su una pista abituata a misurare i decimi di secondo, a Imola si è vista un’altra forma di velocità, quella con cui una nuova generazione di ingegneri sta trasformando le domande di chi gestisce le infrastrutture in risposte concrete.

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