
Pichetto: “Siamo in condizione di sicurezza energetica, ma con blocco totale da aprile avremmo problemi”
L’Italia affronta l’attuale instabilità causata dal conflitto in Iran e nella regione del Golfo partendo da una posizione di relativa stabilità, ma l’incertezza sul lungo periodo resta elevata.
Il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ospite della trasmissione “24 Mattino” su Radio 24 in merito alle ricadute energetiche sull’Italia a causa della guerra in Iran e nella regione del Golfo, ha delineato il quadro delle forniture nazionali spiegando che in questo momento “l’Italia è nella condizione di sicurezza energetica perché abbiamo una diversificazione di fornitori: rispetto a quell’area, dal Qatar in particolare noi riceviamo meno del 10% del GNL e fino a marzo sono partite quasi tutte dal Qatar.
Al momento posso dire che siamo abbastanza sul sicuro. Ma è chiaro che non non ci sono mai certezze perché un blocco totale creerebbe sicuramente qualche problema a partire dal mese di aprile.
Oggi possiamo fare a meno di pensare agli stoccaggi per il prossimo inverno perché abbiamo ancora un stoccaggio di questo inverno abbastanza alto, il più alto d’Europa. Ma dal mese di aprile dobbiamo cominciare a reimmettere sugli stoccaggi per il prossimo inverno e non possiamo fermarci un mese”.
Le preoccupazioni del governo non riguardano solo la disponibilità della materia prima, ma anche l’impatto economico diretto su famiglie e imprese attraverso le tariffe. Il Ministro ha infatti chiarito che “il decreto bollette ha due grandi temi: uno regolamentare che riguarda il sistema nazionale, la rete, l’organizzazione… Una parte che è l’intervento invece a sollievo per le famiglie e il sistema delle imprese. Certamente se ci fosse un aumento non sporadico, ma continuativo del gas (che è quello che alla fine fa il prezzo in Italia anche per l’energia elettrica) dovrebbe essere rivisto. Però questa è una valutazione che si può solo fare dopo aver misurato quanto gli effetti di questa guerra potranno essere o meno duraturi”.
La strategia italiana punta dunque sulla resilienza degli stoccaggi correnti, i più alti a livello europeo, pur mantenendo alta la guardia sulla necessità imperativa di riprendere le operazioni di riempimento in primavera per non compromettere la stagione successiva.




