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Città nel Futuro, l’appello dei costruttori per la manovra
30 Settembre 2026

Città nel Futuro, l’appello dei costruttori per la manovra

Alla Camera l’avvio della seconda edizione di Città nel futuro 2030-2050. Il presidente dell’ANCE Antonio Ciucci chiede risposte immediate in manovra, a partire dai 2 miliardi per il caro materiali, e rilancia su casa e investimenti dopo la fine della stagione del PNRR.

Casa accessibile, adattamento ai cambiamenti climatici, emergenza energetica e futuro degli investimenti dopo il PNRR. Sono i temi con cui si è aperta oggi alla Camera dei deputati la seconda edizione di Città nel futuro 2030-2050, la conferenza promossa dall’Ance con la direzione di Francesco Rutelli, che proseguirà domani e venerdì al MAXXI. L’appuntamento arriva alla vigilia della legge di bilancio e l’associazione dei costruttori ha scelto di portare subito le proprie richieste davanti al Parlamento. In apertura il presidente della Camera Lorenzo Fontana, in un messaggio, ha sottolineato che “è indispensabile ridurre in modo progressivo il consumo di suolo in favore di programmi volti a rigenerare, modernizzare e rendere più efficiente il complessivo assetto urbano”.

Le richieste dell’ANCE per la manovra

Il presidente dell’ANCE Antonio Ciucci ha indicato come prima emergenza il caro materiali, con circa 2 miliardi di euro ancora dovuti alle imprese per i rincari degli ultimi due anni, ai quali si sommano quelli legati alla crisi in Medio Oriente. “Siamo alla fine della stagione PNRR, con un settore che rappresenta il 12% del PIL e 1milione e 700mila occupati”, ha detto. “Mancano 2 miliardi per le imprese per compensare i rincari che ci portiamo dietro da due anni e ai quali ora si sommano quelli dovuti alla crisi Mediorientale. Nella manovra servono risposte immediate“. L’associazione teme un vuoto di investimenti dopo il PNRR, che nel 2026 vale un quarto del mercato delle opere pubbliche, mentre nel 2025 i bandi sono calati del 90% per Rfi e del 30% per ANAS. Sul fronte abitativo l’ANCE ricorda le 300mila famiglie in attesa di una casa pubblica e il 52% delle abitazioni in classe energetica F o G, e chiede di rafforzare il Piano Casa e di rendere stabili gli incentivi per efficienza e sicurezza sismica.

Rutelli e la sfida dell’adattamento

Per Rutelli casa e clima sono due priorità che nessun cittadino considererebbe astratte, e sulle quali anche il resto d’Europa sta investendo, a partire dalla Germania con un fondo da 100 miliardi. Citando il World Resources Institute, ha ricordato che “ogni euro speso in adattamento consente il risparmio di 10 euro rispetto ai danni futuri”. L’obiettivo delle tre giornate, ha spiegato, è raccogliere proposte su case accessibili e adattamento “non di tipo ideologico, ma pragmatico, operativo e fatemi dire strategico nell’interesse del nostro paese”, in un momento che coincide con la sessione di bilancio e con l’avvicinarsi delle elezioni.

Il confronto con il Parlamento

Il presidente di Noi Moderati alla Camera Maurizio Lupi ha invitato a cambiare metodo: “L’errore più grande che noi facciamo è continuare a ragionare di emergenza in emergenza”, ha detto, ricordando che con i tempi delle autorizzazioni l’orizzonte del 2030 e del 2050 “sembra lontanissimo, ma è domani” e proponendo di valorizzare le città metropolitane e di prevedere compensazioni urbanistiche anche immateriali. Il presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi ha segnalato 250mila famiglie in lista d’attesa e un patrimonio di edilizia pubblica cresciuto appena del 2,5% dal 2010, chiedendo un piano pluriennale e regole per gli affitti brevi. Elena Bonetti, deputata di Azione, ha legato la questione abitativa alla transizione demografica e all’autonomia dei giovani, Marco Osnato, deputato di FDI e presidente della Commissione Finanze alla Camera, ha richiamato il ruolo del risparmio privato, Alberto Gusmeroli, deputato della Lega e presidente della Commissione Attività Produttive, ha chiesto incentivi stabili per le ristrutturazioni.

Fitto e il ruolo dell’Europa

A chiudere la giornata, in collegamento video, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, che ha definito il tema della casa e delle città del futuro “di grandissima attualità”. La visione, ha spiegato, “è collegata ad un mondo che cambia, settimanalmente, quindi l’Europa ha bisogno di riadeguare le sue politiche”, puntando sulla flessibilità nell’uso delle risorse e sulla semplificazione, sia nella verifica degli strumenti del bilancio 2021-2027 sia nella proposta per il prossimo quadro finanziario, ora all’esame del Consiglio europeo.

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