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Facciamo il punto
Dal MIMIT 140 milioni per innovazione, quantum e infrastrutture digitali
© Imagoeconomica
21 Settembre 2026

Dal MIMIT 140 milioni per innovazione, quantum e infrastrutture digitali

Il decreto del ministro Urso destina 140,2 milioni del Piano Sviluppo e Coesione a Accordi per l’innovazione, tecnologie quantistiche, spettro radio, SINFI e numero 112. Una spinta utile, ma il confronto europeo mostra ritardi ancora da colmare.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 140,2 milioni di euro a valere sul Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, area tematica Digitalizzazione. La quota maggiore, 87,7 milioni, va agli Accordi per l’innovazione e serve a completare l’iter delle domande già ammesse all’istruttoria. Trenta milioni finanziano ricerca industriale e sviluppo sperimentale su tecnologie quantistiche, bio-elettronica, radiofarmaci e farmaceutica avanzata. Altri 17,5 milioni, dal 2027, riguardano comunicazioni elettroniche e gestione dello spettro radio. Chiudono 3,2 milioni per il SINFI e 1,8 per il numero unico 112. “Rafforziamo la competitività del sistema produttivo”, ha dichiarato il ministro Urso.

Lo strumento più richiesto

Gli Accordi per l’innovazione sono la misura su cui si concentra la spinta. Secondo il MIMIT, i progetti devono avere una spesa tra 5 e 40 milioni, durata da 18 a 36 mesi e agevolazioni a fondo perduto del 45% per le piccole imprese, del 35% per le medie e del 25% per le grandi, con maggiorazioni possibili. Lo sportello si è chiuso il 18 febbraio 2026 con circa 500 domande, secondo il portale Incentivimpresa, su una dotazione salita a oltre 1,08 miliardi dopo il rifinanziamento di aprile. Il nuovo stanziamento indica dunque una domanda superiore alle risorse iniziali.

Il nodo del quantistico

Le tecnologie quantistiche sfruttano le leggi della fisica a scala atomica per costruire strumenti che i sistemi attuali non sanno replicare, come i computer quantistici, capaci di svolgere certi calcoli molto complessi in tempi enormemente inferiori, e le comunicazioni e i sensori di nuova generazione. Il decreto destina a questo ambito una parte dei 30 milioni per la ricerca industriale, che potranno finanziare anche la partecipazione italiana ai bandi congiunti europei e internazionali. Il problema è la distanza dai concorrenti: secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, in Italia esistono tre startup nate per costruire computer quantistici, che in due anni hanno raccolto 56 milioni di euro dagli investitori privati, mentre in Francia le startup sono sei e hanno raccolto 235 milioni. Su scala più ampia, nel 2025 le aziende americane del settore hanno attratto capitali privati circa sei volte superiori a quelle europee. Per questo i 30 milioni non bastano da soli a recuperare il ritardo, e vanno letti insieme alla strategia nazionale, che prevede 200 milioni l’anno per cinque anni.

Reti, spettro e sicurezza

Il SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture) è il catasto digitale pubblico che raccoglie e mappa tutte le infrastrutture presenti nel sottosuolo e nel soprasuolo in Italia ed estenderà la mappatura ai cavi sottomarini, mentre 1,8 milioni vanno al 112 (NUE) e alla Next Generation eCall, evoluzione del sistema obbligatorio in Europa dal 31 marzo 2018 sui nuovi modelli, che trasmette posizione e dati essenziali dopo un incidente grave. Il rapporto 2026 sul Decennio digitale della Commissione europea riconosce all’Italia progressi su fibra e 5G, ma segnala divari nelle aree rurali, competenze di base sotto la media e una carenza strutturale di specialisti ICT, nonostante 46,8 miliardi di investimenti digitali del PNRR.

Il termometro delle imprese

Il mercato racconta una scala ancora ridotta: secondo l’Italian Tech Landscape, in Italia restano sei unicorni (le startup valutate oltre un miliardo) contro le circa trenta della Francia. Le risorse pubbliche possono accelerare i progetti, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità di trasformare la ricerca finanziata in imprese capaci di crescere.

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