
UE, in arrivo l’Affordable Housing Act per frenare gli affitti brevi
La crisi abitativa non è più solo una questione confinata ai singoli Stati membri, ma una vera e propria emergenza continentale. Per fare fronte al caro-affitti e alla progressiva spopolamento dei centri urbani, l’Unione europea ha deciso di intervenire con decisione presentando l’Affordable Housing Act. La proposta di regolamento rientra nel più ampio Piano europeo per la casa accessibile (European Affordable Housing Plan) ed è promossa dal commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen. L’obiettivo principale è fornire ad amministrazioni regionali e comunali uno scudo legale e una procedura comune per tutelare il diritto all’abitare e contrastare la gentrificazione.
I dettagli
Tra le novità centrali del provvedimento figura una definizione oggettiva delle zone in stress abitativo. L’articolo 6 del testo fissa infatti un parametro tecnico preciso: un territorio, un quartiere o un centro storico viene considerato in emergenza se il rapporto tra il prezzo medio degli immobili e il reddito medio dei residenti è pari o superiore a 8, con un trend in crescita costante da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento per il triennio successivo. Una volta che viene certificato il superamento di questa soglia, i sindaci e gli enti locali acquisiscono poteri rafforzati. Le amministrazioni locali avranno così la facoltà di adottare restrizioni mirate alla proliferazione incontrollata delle locazioni turistiche, ponendo tetti al numero di licenze, limiti sul numero di giorni di affitto all’anno o vincoli per i soggetti che gestiscono più immobili su piattaforme digitali. Inoltre, le autorizzazioni potranno estendersi anche alla limitazione dell’acquisto o dell’uso di immobili non destinati a prima casa.
Contrasto alla speculazione
La direttiva europea intende agire sia dal lato della regolamentazione sia da quello dell’offerta. Un altro pilastro dell’intervento riguarda infatti il contrasto alle speculazioni sui grandi patrimoni immobiliari residenziali e l’incentivo al recupero degli alloggi inutilizzati.
L’Affordable Housing Act mira a promuovere leve fiscali e strumenti normativi per favorire la rimessa sul mercato dei milioni di case sfitte presenti in Europa. Si incentiverà la loro riconversione verso contratti a lungo termine a canone concordato, edilizia sociale, pubblica o destinata a studenti e lavoratori fuorisede.
Il toolbox giuridico
Nel rispetto del principio di sussidiarietà, l’Unione europea non impone una disciplina uniforme, ma fornisce una sorta di cassetta degli attrezzi, detta “toolbox”, giuridica standardizzata. In questo modo, le autorità nazionali, regionali e comunali potranno attivare misure restrittive senza il rischio di incorrere in continui ricorsi legali basati sulle norme del mercato unico o della concorrenza. Il piano sarà affiancato da una semplificazione delle procedure burocratiche per i permessi di costruzione o ristrutturazione e da un ammorbidimento delle norme sugli aiuti di Stato nel settore dell’edilizia sociale.
Il percorso istituzionale della norma si preannuncia tuttavia articolato. Il testo dovrà seguire la procedura legislativa ordinaria che coinvolge direttamente il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea: il dibattito tra gli Stati membri sarà serrato e l’adozione definitiva del testo regolamentare non è prevista prima del 2028.
