
Roma riscrive le convenzioni urbanistiche, garanzie legate al collaudo
Roma cambia le regole con cui gli operatori privati si impegnano a realizzare strade, parcheggi, verde e servizi nei nuovi insediamenti. L’Assemblea Capitolina ha approvato le modifiche allo schema di convenzione urbanistica, il modello che disciplina i rapporti tra l’Amministrazione e chi realizza i programmi edilizi, con l’obiettivo di sbloccare interventi rimasti fermi per anni e di garantire che le opere pubbliche promesse vengano davvero completate. Il provvedimento ha raccolto il giudizio positivo dei costruttori romani. “Esprimiamo apprezzamento per le modifiche allo schema di convenzione urbanistica approvate dall’Assemblea Capitolina: rappresentano un segnale importante per le imprese e per la città”, ha dichiarato in una nota Francesca De Sanctis, presidente di ANCE Roma ACER.
Che cos’è la convenzione urbanistica
La convenzione urbanistica è l’accordo con cui un Comune e un soggetto privato fissano gli obblighi reciproci per attuare un piano di lottizzazione o un altro strumento urbanistico. La disciplina nazionale risale all’articolo 28 della legge urbanistica del 1942, che impone al privato la cessione gratuita delle aree necessarie alle urbanizzazioni, l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e di una quota di quelle secondarie, termini di realizzazione non superiori a dieci anni e congrue garanzie finanziarie, di norma fideiussioni bancarie o assicurative. Lo schema approvato dall’Assemblea Capitolina è il testo tipo che Roma Capitale utilizza come riferimento per tutte le convenzioni, e le sue regole incidono quindi su un numero ampio di programmi. Negli anni, nelle periferie romane, il mancato completamento delle opere pubbliche collegate agli interventi privati ha lasciato quartieri abitati senza strade, piazze, parchi e servizi previsti, spesso anche per garanzie scadute o insufficienti.
Le modifiche approvate
Le novità principali riguardano le garanzie. Le fideiussioni vengono ora modulate in base alle fasi di realizzazione delle opere e svincolate progressivamente con l’avanzamento dei lavori, ma una quota pari al 25% resta obbligatoriamente vincolata fino all’approvazione del collaudo definitivo, così da evitare che un intervento venga abbandonato dopo la costruzione degli edifici privati. Vengono inoltre rafforzati i controlli preventivi sull’affidabilità e sulla solidità di banche e compagnie assicurative che rilasciano le garanzie, con requisiti coerenti con i parametri europei. Cambia anche il rapporto con gli uffici, perché il silenzio assenso viene eliminato e le procedure dovranno concludersi con provvedimenti espressi e motivati entro termini definiti. Secondo l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia la delibera affronta un problema concreto che per anni ha paralizzato interventi urbanistici strategici, mantenendo le tutele per Roma Capitale.
La posizione dei costruttori
Per ANCE Roma ACER il nuovo quadro rappresenta un punto di equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle dell’Amministrazione. “In un contesto economico complesso, riteniamo che sia importante creare le migliori condizioni per l’avvio dei programmi urbanistici e favorire la loro concreta attuazione, assicurando al tempo stesso adeguate garanzie per l’Amministrazione e contribuendo allo sviluppo ordinato della città”, ha spiegato De Sanctis. L’associazione giudica particolarmente positiva la possibilità di applicare le nuove regole alle convenzioni già in essere, previa verifica da parte degli uffici competenti dell’effettiva presenza di criticità. “Tale previsione”, afferma la presidente, “consente di intervenire sulle situazioni che presentano concrete difficoltà attuative, evitando automatismi e assicurando una valutazione puntuale dei singoli casi”. La nota si chiude con un ringraziamento. “Rivolgiamo il nostro ringraziamento al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore Maurizio Veloccia, al Direttore Generale Albino Ruberti e agli uffici di Roma Capitale per il lavoro svolto”.

