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Stadio della Roma, via libera definitivo a Pietralata. Ora tocca al cantiere
© Imagoeconomica
28 Settembre 2026

Stadio della Roma, via libera definitivo a Pietralata. Ora tocca al cantiere

Firmata da Sessa e Gualtieri l’autorizzazione unica per lo stadio della Roma a Pietralata. Dopo oltre un decennio di tentativi e il naufragio di Tor di Valle si passa al progetto esecutivo, con il cantiere entro marzo 2027 e la fine dei lavori nel 2031, in tempo per Euro 2032.

Lo stadio della Roma a Pietralata ha il suo via libera definitivo. La Conferenza dei servizi decisoria ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’impianto, che sorgerà nel quadrante nord est della città. A presiederla era Massimo Sessa, commissario straordinario del governo per gli stadi di Euro 2032, con al tavolo una cinquantina di rappresentanti di ministeri, Soprintendenza, Roma Capitale e Regione Lazio. Subito dopo il voto Sessa e il sindaco Roberto Gualtieri, che per lo stadio ricopre il ruolo di subcommissario, hanno firmato l’autorizzazione unica, efficace da subito. “I tempi sono stati da record”, ha detto Gualtieri. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha dato la misura dell’accelerazione: “in 90 giorni siamo riusciti a fare quello che la prassi prevedeva in 270”. Club e Campidoglio puntano ad aprire il cantiere entro marzo 2027 e a chiudere i lavori nel 2031.

I numeri del progetto e i prossimi passi

Adesso tocca alla società dei Friedkin, che dovrà presentare il progetto esecutivo con il dettaglio di ogni elemento dell’opera. Nello stesso tempo andranno bandite le gare pubbliche per le opere accessorie, a cominciare dalla viabilità e dai collegamenti con la stazione Tiburtina e con la linea B della metropolitana. Lo stadio avrà 60.605 posti, circa 23mila dei quali nella Curva Sud. L’investimento complessivo si aggira sugli 1,38 miliardi di euro, di cui 633 milioni per la struttura, 50 per i parcheggi, 27 per due parchi e 12 per tre ponti ciclopedonali. Per coprirlo il club conta su un prestito bancario da 600 milioni, su circa 572 milioni di capitale proprio e su un finanziamento dell’IVA. Il cantiere durerà 37 mesi e, nelle stime della società, dal 2031 l’impianto potrà portare in cassa oltre 150 milioni di euro l’anno.

Dodici anni dopo Tor di Valle

Il primo progetto, a Tor di Valle, era stato presentato nel 2014, quando alla presidenza c’era James Pallotta, e aveva ottenuto il pubblico interesse con la giunta Marino. Poi si era impantanato tra revisioni, inchieste giudiziarie e rinvii, finché nel febbraio 2021 la nuova proprietà aveva deciso di abbandonarlo perché non più sostenibile sul piano finanziario. Per Pietralata l’Assemblea Capitolina ha votato il pubblico interesse nel maggio 2023, mentre il via libera al progetto di fattibilità è arrivato nel marzo 2026. Anche qui la strada ha incontrato resistenze: i comitati contrari all’opera si sono rivolti al TAR del Lazio contro l’abbattimento degli alberi nell’area e ad aprile hanno ottenuto una sospensione temporanea del taglio, caduta a maggio con il rigetto dei ricorsi. Con i residenti resta invece aperto il confronto sulle ricadute dello stadio sulla vita del quartiere.

La scadenza di Euro 2032

A dettare il ritmo è anche il calendario europeo. L’Italia, infatti, organizzerà Euro 2032 con la Turchia e dovrà garantire cinque stadi, che la Federcalcio è chiamata a indicare alla UEFA entro il 1° ottobre scegliendo fra sedici impianti candidati da tredici città. Roma è in corsa sia con l’Olimpico sia con Pietralata. Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin è stato esplicito, avvertendo che senza interventi concreti sugli stadi il ruolo dell’Italia potrebbe essere rimesso in discussione. “C’è una competizione in atto che porterà comunque la UEFA a decidere quali saranno le città”, ha ricordato Abodi. La procedura commissariale e l’autorizzazione unica sono nate proprio per velocizzare gli impianti destinati al torneo, ed è grazie a questi strumenti che l’iter si è accorciato.

Perché uno stadio di proprietà conta

Oggi la Roma gioca all’Olimpico, che divide con la Lazio e per il quale paga un affitto a Sport e Salute, la società pubblica controllata dal ministero dell’Economia che ne è proprietaria. In Italia i club con un impianto proprio sono ancora pochi, tra questi la Juventus e l’Atalanta, mentre in Inghilterra e in Germania sono la regola. Uno stadio di proprietà garantisce entrate stabili da biglietteria, sponsorizzazioni, naming rights ed eventi, e pesa in modo sensibile sulla capacità di un club di competere. Per la Roma, che nel 2027 festeggerà il centenario, Pietralata è anche un pezzo del proprio modello economico. Per la città è l’occasione di dimostrare che una grande opera, rimasta sulla carta per oltre un decennio, può essere portata a termine.

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