
Olimpico, un progetto da 150 milioni per inseguire la finale di Euro 2032
In vista degli Europei di calcio del 2032 lo stadio Olimpico di Roma si prepara a cambiare volto. Sport e Salute, la società pubblica controllata dal ministero dell’Economia e proprietaria dell’impianto, ha presentato il progetto di riqualificazione messo a punto con la FIGC e con la struttura commissariale creata dal governo per coordinare gli interventi legati al torneo. Sono previsti circa 150 milioni di euro di investimento per adeguare lo stadio agli standard UEFA e candidarlo a ospitare le partite della fase finale, finale compresa. Si tratta del primo grande intervento sull’impianto del Foro Italico dalla ristrutturazione degli anni Ottanta, realizzata per i Mondiali del 1990, e coinvolgerà anche l’area intorno allo stadio.
Cosa cambia dentro e fuori lo stadio
I lavori toccheranno tutto l’impianto, dalle aree esterne alla cavea, dalle tribune agli spazi interni fino agli impianti tecnologici. Accessi e percorsi saranno ripensati, a cominciare da parcheggi e tornelli, per migliorare sicurezza e accessibilità e garantire una buona visibilità del campo da ogni settore. Arriveranno nuovi maxischermi a LED, spazi per l’hospitality e aree riservate alle aziende, insieme a ristoranti, negozi e punti vendita per il merchandising. Una parte del progetto riguarda la sostenibilità, con impianti per produrre energia da fonti rinnovabili. A lavori finiti la capienza potrà superare i 70mila spettatori. I primi cantieri dovrebbero aprire nell’estate del 2027 e chiudersi entro il 2030. Il cronoprogramma è stato pensato per non fermare l’attività, così lo stadio continuerà a ospitare le partite di Roma e Lazio e gli altri eventi in calendario.
Un impianto aperto tutto l’anno
L’obiettivo è fare dell’Olimpico una struttura polifunzionale, da usare ben oltre le giornate di campionato. Secondo Sport e Salute, i piani economici e finanziari dell’operazione puntano all’autofinanziamento, grazie ai ricavi delle nuove aree commerciali e all’organizzazione di grandi eventi. “Uno Stadio più moderno e più aperto attrae grandi eventi sportivi, musicali e di intrattenimento”, ha spiegato il presidente della società Marco Mezzaroma, che ha definito il progetto “un motore industriale straordinario” e ha parlato di “un’infrastruttura all’avanguardia e sostenibile”, “capace di produrre ricchezza, indotto ed energia positiva per i prossimi anni”. Per Mezzaroma l’intervento guarda oltre la scadenza degli Europei, perché “un grande progetto non si misura soltanto dall’ambizione della meta”.
La corsa degli stadi italiani verso il 2032
Il torneo, assegnato congiuntamente a Italia e Turchia, si giocherà in dieci stadi, cinque per Paese. Il 30 settembre la Federcalcio ha consegnato alla UEFA i dossier di 14 impianti in 13 città, diversi dei quali ancora da costruire, tra cui il nuovo San Siro a Milano e gli stadi di Bologna e Cagliari. La UEFA controllerà il rispetto di 120 requisiti tra servizi per i tifosi, sicurezza, sostenibilità e ospitalità, e solo dopo verranno scelte le cinque sedi italiane, che dovranno essere pronte e collaudate entro il 2031. Al momento l’unico stadio già in regola è l’Allianz Stadium di Torino; Roma è in corsa con due candidature. Oltre all’Olimpico c’è il nuovo stadio della Roma a Pietralata, che il 28 settembre ha ottenuto il via libera definitivo della conferenza dei servizi, con il provvedimento firmato dal commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa. Il cantiere dovrebbe aprire nel marzo 2027 e la prima partita è prevista nel 2031, in tempo per il torneo.



