Infrastrutture, il calcio italiano mostra segnali di ripresa
Che il calcio italiano dovesse ripartire dalle infrastrutture ne avevamo già parlato in seguito alla disfatta della Nazionale, che non si è qualificata per la terza volta consecutiva ai Mondiali. Da lì in poi ci sono stati cambiamenti importanti: l’ex presidente della FIGC Gabriele Gravina ha passato il testimone a Giovanni Malagò, ex presidente del CONI con cui ha ottenuto grandi risultati, i sedici giorni di Paolo Maldini e Leonardo in Federazione, poi sostituiti in seguito alle loro dimissioni da Claudio Ranieri e Gianfranco Zola. Per non parlare della questione commissario tecnico. Prima il rifiuto di Carlo Ancelotti, poi quello più rumoroso di Pep Guardiola e infine Andrea Pirlo, attuale allenatore del club emiratino United FC, scelto da Maldini e Leonardo, ma scartato in seguito ad alcune sponsorizzazioni a un sito di scommesse russo. Alla fine la scelta è ricaduta su Roberto Mancini, l’usato sicuro scelto in prima persona da Malagò, che dopo aver vinto gli Europei nel 2021 e la mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar l’anno successivo, aveva scelto una pioggia di riyal sauditi per allenare la loro nazionale nel 2023.
Insomma, mesi turbolenti che però, lato infrastrutturale, sono stati fondamentali per portare avanti alcuni progetti in cantiere da tempo. In primis il nuovo stadio della Roma, dove è già stata avviata la Conferenza dei servizi e si candida a ospitare gli Europei del 2032 che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia, ma anche il nuovo stadio del Cagliari e Inter e Fiorentina che hanno scelto di ampliare i loro centri sportivi all’avanguardia con investimenti mirati soprattutto per le giovanili.
Dopo l’ok del consiglio comunale, Cagliari avrà il suo “Gigi Riva”
A Cagliari nella tarda serata del 30 luglio il consiglio comunale del capoluogo sardo ha approvato la delibera che conferma la dichiarazione di pubblico interesse per il progetto del nuovo impianto intitolato al campione e miglior marcatore della storia del Club e della Nazionale, Gigi Riva. Si tratta di una svolta cruciale all’interno di un percorso procedurale iniziato oltre un decennio fa, che ora consente all’amministrazione cittadina e al club rossoblù di entrare finalmente nella fase operativa e concorsuale dell’opera.
L’accelerazione di Cagliari non è un fatto isolato, ma si inserisce pienamente nella corsa del Paese verso la fase finale di EURO 2032. Il dossier inviato agli organi competenti colloca il futuro impianto sardo in una posizione strategica nel quadro infrastrutturale nazionale. Come evidenziato a più riprese da Malagò, lo stadio di Cagliari possiede tutte le carte in regola per ambire a un ruolo da protagonista: da un lato l’obiettivo principale di figurare nella cinquina di stadi ufficiali prescelti per ospitare le partite del torneo; dall’altro la prospettiva di inserimento nella cosiddetta “Lista B”, ovvero la rete ad altissima specializzazione riservata ai quarter generali, ai centri d’allenamento e ai ritiri delle nazionali partecipanti.
L’opera, concepita secondo moderni criteri di sostenibilità ambientale, integrazione urbanistica ed efficienza energetica, punta a diventare un polo di attrazione attivo sette giorni su sette, capace di generare valore economico, ricadute turistiche ed occupazionali ben oltre i novanta minuti della giornata di campionato.
Inter: 100 milioni per la rivoluzione tecnologica della Pinetina e di Interello
Mentre in Sardegna si tracciano i contorni amministrativi del nuovo stadio, ad Appiano Gentile (VA) l’Inter spinge sull’acceleratore per nuove strutture dedicate alla preparazione atletica e allo sviluppo dei giovani atleti. Il club nerazzurro, spinto dal nuovo corso della proprietà Oaktree, ha tracciato un piano di investimenti da circa 100 milioni di euro interamente destinato alla modernizzazione e al potenziamento delle proprie cittadelle sportive.
La quota più rilevante delle risorse sarà destinata al quartier generale della prima squadra al BPER Training Centre della Pinetina. Gli interventi non si limiteranno a un semplice restyling superficiale, ma andranno a ristrutturare gli spazi dedicati alla medicina sportiva, alla fisioterapia, alla match analysis e alla preparazione atletica di alto livello. Parallelamente, il fondo americano intende destinare una porzione consistente del budget al settore giovanile e al centro di Interello (KONAMI Youth Development Centre). L’obiettivo strategico della dirigenza nerazzurra è chiaro: ridurre il gap logistico con i principali colossi del calcio continentale, trasformando i propri vivai e le strutture di allenamento in asset produttivi in grado di valorizzare al massimo i talenti di domani e ottimizzare i processi di recupero degli atleti.
Fiorentina e Viola Park: visione e sviluppo verso l’Under 23
Sulla stessa direttrice di crescita infrastrutturale si colloca la Fiorentina, che dopo aver inaugurato a Bagno a Ripoli il Viola Park, un campus d’eccellenza costato oltre 110 milioni di euro alla famiglia Commisso, valuta un ulteriore piano di espansione. La società viola sta monitorando da vicino i terreni confinanti con la struttura di 31 ettari per aggiungere un nuovo tassello al complesso sportivo.
L’idea sul tavolo riguarda la creazione di spazi dedicati al progetto della squadra Under 23, con la costruzione di un padiglione specifico e campi d’allenamento di supporto. Sebbene l’ipotesi sia ancora in fase di definizione formale e dipenda dalla disponibilità d’acquisto dei terreni adiacenti appartenenti a privati, le istituzioni locali e il Comune hanno già manifestato una spiccata apertura verso il piano di sviluppo. L’intento della società è quello di accentrare l’intera filiera sportiva, dalla prima squadra ai settori giovanile, femminile e formazione Under 23, all’interno di un’unica culla d’eccellenza, consolidando un modello infrastrutturale unico nel panorama italiano.





