
Artemis, la NASA tiene il punto sul 2028. Prima la prova in orbita con Parmitano pilota
Il programma Artemis accumula ritardi, ma la NASA assicura che la scadenza resta il 2028. Lo ha ribadito venerdì 23 ottobre, al Kennedy Space Center in Florida, l’amministratore dell’agenzia spaziale americana Jared Isaacman, presentando lo stato di avanzamento del programma insieme al responsabile tecnico Amit Kshatriya e al direttore del programma Jeremy Parsons. Il primo allunaggio con equipaggio dai tempi dell’Apollo 17, nel dicembre 1972, sarà affidato ad Artemis IV, seguito a breve distanza da Artemis V, entrambi previsti nel 2028, l’anno in cui si chiuderà il secondo mandato di Donald Trump. Isaacman ha ammesso che il calendario è sotto pressione, ma ha detto di non voler rinunciare a nessuna strada praticabile verso la superficie lunare finché i dati non lo imporranno, e ha liquidato i ritardi degli ultimi anni come destinati a diventare una piccola nota a piè di pagina della storia.
Artemis III, un italiano ai comandi
La tappa intermedia è Artemis III, che non andrà più verso la Luna. Nel 2027, probabilmente a metà anno, la capsula Orion partirà con il razzo SLS per restare in orbita attorno alla Terra e provare l’aggancio con i due lander che dovranno portare gli astronauti sulla superficie lunare, il Blue Moon di Blue Origin e lo Starship di SpaceX. L’equipaggio, annunciato a giugno, comprende il comandante Randy Bresnik, i due specialisti dei lander Frank Rubio e Andre Douglas e, come pilota, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Luca Parmitano. Toccherà a lui guidare Orion nelle manovre di avvicinamento e aggancio, sfruttando il Modulo di servizio europeo che fornisce alla capsula propulsione, energia, aria e acqua. Per Parmitano, che ha già trascorso 366 giorni nello spazio ed è stato il primo italiano a comandare la Stazione spaziale internazionale, è la conferma di un ruolo europeo sempre più centrale nel programma. Artemis III arriva dopo il successo di Artemis II, che ad aprile ha portato quattro astronauti attorno alla Luna, spingendoli fino a oltre 406mila chilometri dalla Terra, un nuovo record per un equipaggio.
I nodi dei lander e delle tute
Il punto debole del programma restano i lander. Starship dovrà essere rifornito di carburante in orbita prima di partire verso la Luna, un’operazione mai tentata finora, il cui primo test è previsto all’inizio del 2027. Sul numero di lanci necessari il confronto è aperto: il 22 ottobre Charlie Precourt, membro della commissione indipendente che vigila sulla sicurezza dei voli della Nasa, ha parlato di circa 22 rifornimenti, mentre Elon Musk ha replicato che ne basteranno tra 6 e 8. Blue Origin ha invece cambiato strategia e porterà il suo lander in orbita lunare con l’aiuto di tre veicoli più piccoli usati come rimorchiatori. La stessa commissione ha segnalato i rischi legati a un solo test senza equipaggio per ciascun lander e al primo impiego di propellenti criogenici sulla Luna. In ritardo sono anche le tute spaziali di Axiom Space, tanto che la NASAha scelto un modello più semplice e leggero. Nelle prime missioni gli astronauti resteranno all’esterno per circa due ore, divise in due uscite. Il luogo dell’allunaggio resta il polo Sud lunare, che secondo Isaacman è probabilmente l’area più vantaggiosa, anche se la scelta definitiva non è ancora stata presa.
La corsa con la Cina
L’Agenzia spaziale cinese per il volo umano ha confermato l’obiettivo di portare i propri astronauti sulla Luna intorno al 2030 e ha già completato una serie di prove sui mezzi che dovranno farlo, dal razzo pesante Lunga Marcia 10 alla capsula Mengzhou fino al lander Lanyue, mentre a Wenchang, nell’isola di Hainan, si stanno preparando le infrastrutture di lancio. Il calendario della NASA lascia quindi agli Stati Uniti un margine di circa due anni, a patto che i test dei lander del 2027 vadano come previsto. Il piano originario, presentato nel 2019, prevedeva il ritorno sulla Luna già nel 2024 ma, da allora, la data si è spostata più volte e il 2028 è diventato insieme un obiettivo tecnico e una scadenza politica.


