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A33 Asti-Cuneo, un cantiere durato trent’anni
© Autostrade dello Stato
21 Aprile 2026

A33 Asti-Cuneo, un cantiere durato trent’anni

Terminano i lavori dell’autostrada A33 Asti-Cuneo dopo oltre trent’anni dalla prima concessione. Un segno positivo per la regione Piemonte.

La giornata di lunedì 20 aprile, segna la fine di un’attesa durata trent’anni. Si potrà percorrere, da questo momento in poi, il tratto della A33 Asti-Cuneo su un’autostrada a due corsie.

“La piena operatività del collegamento stradale tra Asti e Cuneo rappresenta un passo in avanti fondamentale per l’intero sistema infrastrutturale piemontese, con ricadute positive sullo sviluppo economico e sull’integrazione del territorio nelle principali direttrici di traffico nazionali ed europee. Le autostrade non si limitano a collegare luoghi, ma contribuiscono a generare valore. Sono infrastrutture abilitanti per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Anche in questa direzione Autostrade dello Stato sta portando avanti un modello di gestione delle infrastrutture fondato su innovazione, tecnologia e sicurezza”.  Con queste parole il presidente di Autostrade dello Stato, Carlo Vaghi inaugura la seconda carreggiata dell’A33.

L’eccezionalità del risultato si vede nelle partecipazioni delle massime autorità competenti, tra cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, gli assessori regionali Marco Gabusi (Trasporti) ed Enrico Bussalino (Logistica e Infrastrutture), i rappresentanti delle Province e dei Comuni interessati, i vertici di Asti-Cuneo e Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo Astm.

Dagli anni ’90 ad oggi, tra ritardi e sospensioni

L’origine dei lavori per collegare le due città piemontesi, Asti e Cuneo, risale agli anni ’60, ma la prima concessione arrivò durante gli anni ’90, con il progetto che prevedeva un tratto autostradale di 90 chilometri e un costo stimato di 340 milioni di euro, con la previsione di concludere i lavori nel 1996. I cantieri di Anas cominciarono un decennio dopo. Tra il 2005 e il 2008 le prime tratte vennero aperte “a pezzi” , ma nel periodo tra il 2012 e il 2020 i lavori vennero interrotti, rendendo il cantiere una delle ferite infrastrutturali più emblematiche d’Italia, con il viadotto di Cherasco, interrotto bruscamente ,divenuto il simbolo dell’immobilismo infrastrutturale.  

Il moncone di Cherasco sulla Asti-Cuneo © Imagoeconomica

La svolta

Con l’elezione di Alberto Cirio a presidente della regione Piemonte nel 2019, cominciano a esserci dei passi avanti, come il superamento delle mancanze di autorizzazioni e risorse e, soprattutto, arriva un progetto concreto e realizzabile per gli ultimi due lotti. A dicembre 2025, l’autostrada è finalmente aperta, con l’eccezione di un tratto di 5 chilometri che si restringeva a una sola carreggiata a doppio senso di marcia. Le previsioni di aprire l’intera percorrenza del tratto Asti-Cuneo ad aprile 2026 sono state confermate. Questo traguardo mette un punto infrastrutturale a un cantiere durato decenni.

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