
Festival dell’Economia di Trento, il tema energetico al centro del dibattito
dal nostro inviato
Con la crisi dello stretto di Hormuz e le guerre in corso tra Russia e Ucraina e nei paesi prossimi al Medio Oriente il tema energetico è entrato nelle case, e nelle preoccupazioni, delle famiglie italiane. L’attuale mancanza di vie d’uscita a queste situazioni rende difficoltosi gli approvvigionamenti di gas e petrolio, soprattutto per i paesi europei, e porta la comunità internazionale a interrogarsi su come potenziare le energie alternative, dalle rinnovabili fino al nucleare.
Modello Cina
La XXVI edizione del Festival dell’Economia in svolgimento a Trento organizzato dal gruppo il Sole 24 ore insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento, ha affrontato con una serie di panel e attraverso analisi di professionisti del settore e attori istituzionali, quello che oramai è un problema mondiale. Così Paolo Scaroni, presidente di Enel, ha illustrato la sua ricetta: “Bisogna puntare sull’energia domestica. Rinnovabili, facciamone il più possibile, e batterie e poi nucleare, tanto. Dobbiamo fare sì che sia la fonte principale dei nostri consumi energetici. A suo tempo abbiamo sbagliato a voltare le spalle al nucleare e attribuisco alla dichiarazione della von der Leyen sul tema un grande peso”. Portando l’esempio Cina il presidente di Enel ha continuato: “Sta investendo in modo importante in tutte le forme di produzione di energia elettrica. Rinnovabili, carbone, nucleare. Cerca shale gas e shale oil e fa addirittura centrali idroelettriche costruendo le dighe. L’obiettivo della Cina è di avere elettricità a prezzi più competitivi. In parallelo stanno elettrificando la loro economia. Oggi in Europa l’elettrico rappresenta il 20 per cento dei consumi, mentre la Cina punta al 35 per cento. Questo – spiega Scaroni – lo fanno per avere tutta l’energia possibile domestica, per essere al pari degli Stati Uniti e smettere di importare. Perché non si è dipendenti politicamente senza l’indipendenza energetica”.
Le ricette per l’indipendenza energetica
Nel panel “La transizione energetica, serve un sistema stabile e sostenibile” il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la preoccupazione del governo per il caro energia: “Preoccupa sia sul fronte energetico che su quello del gas che in questo momento è molto alto. Per questo stiamo intervenendo sperando che si sblocchi presto la situazione del Golfo”. Rilanciando sulle rinnovabili ha evidenziato: “Dobbiamo andare avanti ma la tendenza e a crescere ulteriormente. A fine 2025 eravamo oltre il cronoprogramma che ci eravamo dati. Oggi dipendiamo all’80 per cento dagli altri Paesi e questo ha come conseguenza che ogni fruscio determina un aumento del prezzo”. Mentre sul nucleare Pichetto punge gli eventuali contrari: “Do per scontato che qualcuno si metterà a raccogliere firme ma sono fiducioso perchè il referendum è espressione massima della democrazia ma bisogna dare informazioni corrette e giuste”.
Anche dalla CEO di Veolia, Emanuela Trentin arrivano indicazioni chiare “Si parla molto della necessità di costruire un mix energetico equilibrato e diversificato, capace di rendere il sistema più resiliente sia rispetto agli shock geopolitici sia all’elevata volatilità dei prezzi dell’energia. Tra le leve che devono necessariamente far parte di questo mix – ha aggiunto – c’è l’efficientamento energetico, inteso come una riduzione strutturale dei consumi, che richiede investimenti e una visione progettuale di lungo periodo. A questo si aggiunge l’installazione di impianti da fonti rinnovabili: la combinazione tra efficienza energetica e rinnovabili consente infatti di aumentare ulteriormente l’efficienza complessiva del sistema, con benefici stimati fino al 25%”. L’AD di Snam, Agostino Scornajenchi, ha tranquillizzato sulla situazione relativa agli stoccaggi di gas: “Nelle ultime settimane siamo riusciti ad anticipare la campagna di iniezione del gas e già oggi siamo seduti su gas stoccato nei nostri depositi che vale il 54% del totale e abbiamo chiuso contratti che ci consentiranno di chiudere la stagione estiva con livelli del 93-94%, contro una media europea che, ad oggi, è nell’ordine del 35%. Ciò significa che gli altri paesi sono in ritardo”. Ci auguriamo che questo ritardo venga colmato nei prossimi mesi», ha aggiunto il manager che ha sottolineato “A oggi non abbiamo previsioni critiche nel breve termine. Ci auguriamo che questa situazione si risolva presto ma a livello europeo altrimenti potrebbero esserci dei problemi sull’accumulo di gas nei prossimi mesi”.
La linea che emerge da Trento è ottimistica per lavorare e andare verso un’unica direzione, quella dell’indipendenza energetica dell’Italia che può garantire stabilità e competitività economica e, soprattutto, ne riduce la vulnerabilità politica.






