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Il centrodestra trova l’accordo sulla nuova proposta della legge elettorale
© Imagoeconomica
29 Maggio 2026

Il centrodestra trova l’accordo sulla nuova proposta della legge elettorale

La maggioranza tenta di velocizzare il processo per approvare la nuova riforma della legge elettorale cambiando da sé le parti su cui erano state sollevate criticità. L’iter inizierà il 26 giugno.

È stata presentata, dai partiti di centrodestra, nella serata di mercoledì 27 maggio la nuova versione della riforma della legge elettorale. Il testo mira a introdurre alcune correzioni al testo precedentemente presentato, su cui era iniziato l’esame e su cui erano stati sollevati dei dubbi da diversi esperti nel corso delle audizioni. I partiti di centrodestra Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati hanno deciso di presentare un nuovo testo, per evitare di allungare i tempi dei lavori: l’inizio dell’esame della riforma è previsto per il 26 giugno, con il pronostico di approvare il testo prima della pausa estiva.

Il premio di maggioranza

Come il precedente documento, quello nuovo prevede l’introduzione di un sistema proporzionale con la possibilità di assegnare un “premio di governabilità” alla lista o alla coalizione vincitrice. Nei sistemi proporzionali ogni partito ottiene i seggi in proporzione ai voti presi. Con l’introduzione del “premio di governabilità” verranno assegnati una quota di seggi aggiuntivi al vincitore che otterrà almeno il 42% dei voti e non più il 40%. Per fare in modo di ottenerli, la coalizione vincitrice dovrà superare la fatidica soglia dei 42 punti percentuali sia alla Camera, sia al Senato.

Una novità riguarda il numero massimo di seggi che i vincitori possono raggiungere nelle due camere: nella prima versione non si potevano superare i 230 seggi alla Camera e i 114 al Senato, nella nuova proposta il limite è stato abbassato a 220 per la Camera e 113 per il Senato.

Eliminato il ballottaggio della prima versione

Nella prima proposta della riforma era previsto che, se nessuna coalizione o lista avesse ottenuto almeno il 40% dei voti per guadagnare il premio di governabilità, avrebbe avuto la possibilità di un secondo turno di ballottaggio tra le due liste o coalizioni più votate per decidere a chi assegnare il premio. Il ballottaggio non sarebbe scattato in automatico, perché sarebbe stato necessario che al primo turno le due capolista ottenessero almeno il 35% dei voti. Se nessuno avesse raggiunto questa quota il premio sarebbe stato ripartito in maniera proporzionale a tutte le liste. Nella nuova proposta è obbligatorio superare la soglia del 42%. Se così non fosse il premio verrebbe ripartito in maniera proporzionale a tutte le liste candidate che superano il 3%, ossia la soglia di sbarramento per ottenere seggi. Nella soglia di sbarramento della nuova proposta rimane invariata.

La seconda versione del testo specifica che dal calcolo delle cifre elettorali nazionali sono esclusi i voti espressi nelle regioni del Trentino-Alto Adige e della Valle D’Aosta, che non verranno calcolati per la determinazione della lista (o coalizione) che arriva prima per il raggiungimento della soglia del premio.

Liste bloccate

Rispetto alla proposta iniziale rimane invariato il fatto che gli elettori non potranno esprimere preferenze per i candidati al parlamento. L’Italia sarà suddivisa in collegi plurinominali e circoscrizioni. Nei collegi plurinominali (piccole porzioni di territorio) i partiti presentano una lista di candidati e riceveranno un numero di seggi proporzionati al numero di voti ricevuti. Gli elettori non potranno indicare preferenze sui nomi dei candidati, che verranno eletti in base all’ordine dei nomi sulla lista presentata. Non potranno nemmeno esprimere preferenze per i candidati nelle liste delle circoscrizioni (quelle che servono per attribuire l’eventuale premio di maggioranza).

Ogni elettore riceverà una scheda per la Camera e una per il Senato su cui saranno raffigurati i simboli di ogni lista e su cui non sarà più presente il nome del leader di partito o della coalizione (che dovrà essere dichiarato al momento della presentazione delle liste pena l’inammissibilità). I nomi dei candidati nei collegi plurinominali saranno posizionati a fianco del simbolo di partito in un rettangolo, mentre i nomi dei candidati circoscrizionali saranno posizioni in un rettangolo in basso al simbolo di partito.

Italiani all’estero e modalità di voto

Per quanto riguarda gli italiani che votano all’estero è previsto una sorta di meccanismo anticontraffazione. Viene affidato al governo il compito di aggiornare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il regolamento attuativo della legge n. 459 del 2001 al fine di garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero.

Ogni elettore per esprimere il suo voto ha tre possibilità: barrare il simbolo della lista; barrare il rettangolo della lista “circoscrizionale” collegata a una lista o a una coalizione; o barrare entrambi. In quest’ultimo caso, se la scelta effettuata ricade su una coalizione, i voti saranno redistribuiti tra i partiti che la compongono.

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