
PNRR, l’Italia verso la decima rata tra revisioni, economie di spesa e divari territoriali
Il 30 giugno è scaduto il termine per l’ultimazione dei traguardi e gli obiettivi legati alla decima e ultima rata del PNRR, che vale 28,4 miliardi e porta la dotazione complessiva del Piano a 194,4 miliardi. La rendicontazione finale è fissata al 31 agosto, mentre le richieste di pagamento dovranno arrivare a Bruxelles entro il 30 settembre e i pagamenti della Commissione europea dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2026.
Il 30 luglio è stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati, il prospetto interattivo sul monitoraggio dell’attuazione del PNRR. Con una mappa vengono indicati, per regione, provincia e missioni, tutti i dati su programmazione, spesa, opere e iniziative completate e in corso.
L’Italia in Europa: prima per traguardi, tra le più modificate
Nel confronto con gli altri 26 Stati membri, l’Italia si distingue per i risultati raggiunti. Considerando l’erogazione della nona rata (avvenuta il 3 giugno 2026), il nostro Paese ha centrato il 72,3% dei traguardi e obiettivi previsti (416 su 575) e incassato l’85,4% delle risorse assegnate, 165,99 miliardi sui 194,4 totali, a fronte di una media UE ferma al 57,9% dei traguardi e al 68,7% delle risorse.
L’Italia è anche il Paese che, dopo Belgio e Spagna (9 modifiche ciascuno), ha richiesto più rimodulazioni del proprio Piano: otto dal 2021 a oggi. Diverso il caso della Spagna, che con la modifica approvata il 20 gennaio 2026 ha rinunciato a circa 60,5 miliardi di euro di prestiti. Il peso del PNRR sul PIL nazionale resta tra i più alti d’Europa: il 9,12% del PIL 2023, superato solo da Croazia, Grecia e Portogallo.
Spesa, impatto sul PIL ed economie da reimpiegare
Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, nel Rapporto sulla politica di bilancio del 10 giugno 2026, il PNRR contribuirà nel 2026 per 1,8 punti percentuali alla crescita del PIL italiano, una cifra che l’UPB definisce “molto rilevante” perché, in sua assenza, la dinamica produttiva sarebbe stata sostanzialmente stagnante. L’impatto è previsto in calo negli anni successivi: 1,4% nel 2027, 1,2% nel 2028, 1,1% nel 2029 e nel 2030.
Sul fronte della spesa effettiva, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha dichiarato durante un Forum ANSA il 30 giugno 2026, che l’ammontare erogato era pari a circa 121 miliardi di euro, cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari; la banca dati ReGiS riporta invece una spesa dichiarata di 128,9 miliardi al 27 luglio.
Come procedono i cantieri: la fotografia nazionale
La banca dati ReGiS censisce 672.549 progetti PNRR su tutto il territorio nazionale, per un valore complessivo di oltre 173,3 miliardi di euro. Di questi, il 74,9% del numero di progetti (503.641) risulta concluso, ma in termini di risorse finanziarie la quota scende drasticamente al 23,7%: significa che sono soprattutto i progetti di importo più contenuto ad essere già arrivati al traguardo, mentre gli interventi di maggior valore economico, che pesano per il 76,3% delle risorse impegnate, sono ancora in corso.
Togliendo dal calcolo i progetti nazionali (quelli non legati a una specifica Regione), la quota di progetti conclusi sale leggermente al 26,2%, comunque un dato che indica come oltre i tre quarti delle risorse territoriali siano ancora in fase di realizzazione a un anno dalla chiusura del Piano.
Il divario tra le Regioni
Il dossier restituisce un quadro piuttosto eterogeneo tra i territori: in cima alla classifica per quota di progetto conclusi (in valore) troviamo il Trentino-Alto Adige/Südtirol (46,4%), il Friuli-Venezia Giulia (37,2%) e l’Emilia-Romagna (36,0%); seguono Lombardia (40,4%) e Veneto (33,0%). All’estremo opposto si trovano la Liguria, ferma al 10,2% di risorse concluse, la Calabria (15,6%), il Molise (15,9%) e la Campania (16,8%).
Sul piano dei finanziamenti, invece, la Lombardia guida la classifica con 21,9 miliardi di euro e 115.731 progetti conclusi, seguita da Campania (14,99 miliardi di euro), Veneto (14,72 miliardi), Lazio (13,28 miliardi) e Sicilia (12,36 miliardi). Il finanziamento più contenuto è quello della Valle d’Aosta, con 582 milioni di euro e 1.898 progetti.




